Vita Chiesa

SANTA SEDE: PREGHIERA EBREI, NESSUN CAMBIO NELLA DOTTRINA DEL CONCILIO. NO A ANTISEMITISMO

Considerato il “dispiacere di alcuni settori del mondo ebraico” dopo la pubblicazione del nuovo Oremus et pro Iudaeis per l’edizione del Missale Romanum del 1962, “la Santa Sede assicura che la nuova formulazione non ha inteso, nel modo più assoluto, manifestare un cambio nell’atteggiamento che la Chiesa Cattolica ha sviluppato verso gli Ebrei, soprattutto a partire dalla dottrina del Concilio Vaticano II, in particolare nella Dichiarazione ‘Nostra Aetate‘” che resta come affermato dallo stesso Benedetto XVI “una pietra miliare sulla via della riconciliazione dei cristiani verso il popolo ebraico”. E’ quanto si legge in una nota della Sala Stampa vaticana diffusa oggi. “Il Documento conciliare, nel contesto di altre affermazioni – sulle Sacre Scritture (Dei Verbum 14) e sulla Chiesa (Lumen Gentium 16)”, afferma la nota, “espone i principi fondamentali che hanno sostenuto e sostengono anche oggi le relazioni fraterne di stima, di dialogo, di amore, di solidarietà e di collaborazione fra Cattolici ed Ebrei. Proprio scrutando il mistero della Chiesa, la ‘Nostra Aetate‘ ricorda il vincolo del tutto particolare con cui il Popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato alla stirpe di Abramo e respinge ogni atteggiamento di disprezzo e di discriminazione verso gli Ebrei, ripudiando con fermezza qualunque forma di antisemitismo”. Nel ribadire che “il permanere dell’atteggiamento presente nella Dichiarazione “Nostra Aetate” è evidenziato, del resto, dal fatto che l’Oremus per gli Ebrei contenuto nel Messale Romano del 1970 resta in pieno vigore, ed è la forma ordinaria della Preghiera dei Cattolici” la Santa Sede “auspica che le precisazioni contenute nel presente comunicato contribuiscano a chiarire i malintesi, e ribadisce il fermo desiderio che i progressi verificatisi nella reciproca comprensione e stima tra Ebrei e Cristiani durante questi anni crescano ulteriormente”.Sir