Vita Chiesa

SINODO MEDIO ORIENTE: TWAL (PATRIARCA), UNIVERSITÀ FORMINO LEADER COSTRUTTORI DI PACE

Un’educazione “più ampia” che non esclude la fede in Dio può fare molto nella costruzione della pace e della giustizia. E’ la convinzione del patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, ribadita lo scorso 18 ottobre al convegno internazionale “Per una nuova cultura della pace e dello sviluppo in Medio Oriente: la cooperazione universitaria”, organizzato, in occasione del Sinodo, dalla Cooperazione allo Sviluppo in collaborazione con la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma. Nel suo intervento il patriarca ha sottolineato che “tale educazione implica la fiducia nel dono della libertà: ogni persona è chiamata alla scelta della verità sulla disonestà. Pertanto, le università in cui la ricerca della verità va di pari passo con la ricerca di quanto è buono e nobile, offrono un servizio indispensabile alla società, formando gli studenti ad essere costruttori di una società giusta e pacifica”. In tutto il Medio Oriente “abbiamo bisogno di crescere in questa cultura di pace”, ed in particolare in Terra Santa “c’è l’urgenza di superare la situazione provocata dall’occupazione militare dei territori palestinesi, che toglie alla popolazione palestinese ogni libertà di movimento in ogni momento della giornata. L’occupazione rappresenta un male per tutti”. Come cristiani, ha aggiunto Twal, “sentiamo il dovere di sensibilizzare l’opinione pubblica per cambiare questa situazione. Per ottenere la pace ci vuole il coinvolgimento di tutti e la mediazione della comunità internazionale, il cui ruolo sta diventando sempre più importante, visto che il conflitto non si svolge più solo tra Palestinesi ed Ebrei Israeliani, ma, più in profondità, tra i fondamentalisti e i moderati”. Da parte sua la cooperazione universitaria può contribuire ad educare alla pace le nuove generazioni promuovendo “la conoscenza, la razionalità, la ricerca scientifica del passato e sul presente dei vari popoli, la ricerca della verità”. Twal ha identificato nella “scienza storica” uno strumento utile “per esaminare accuratamente testi, documenti, monumenti, evitando le letture parziali e tutte le manipolazioni della storia che vengono operate dai vari governi o dai singoli, per sostenere o difendere idee prefissate”. Anche l’archeologia “può contribuire a dissipare fraintesi e a far conoscere meglio la storia dei diversi popoli” e così la disciplina delle “religioni comparate”, “scienza piuttosto trascurata nel mondo arabo, oppure orientata in senso unilaterale”. Concludendo il suo intervento il patriarca ha esortato ad “investire nell’educazione e nella formazione del nuovo quadro delle leadership future, la nostra speranza per il domani”.Sir