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Tutta la fede, a domanda e risposta

Un percorso che consente a tutti di crescere nella verità
Un testo per “soddisfare la fame di verità dei fedeli di tutte le età e condizioni”, ma anche “il bisogno di quanti, senza essere fedeli, hanno sete di verità e di giustizia”. Così il card. Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, presentava nell'introduzione il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica a cui lui stesso ha lavorato dirigendo la speciale Commissione istituita nel 2003 da Giovanni Paolo II per la realizzazione dell'opera. Il testo è stato presentato, martedì 28 giugno, in Vaticano nel corso di una celebrazione liturgica presieduta dallo stesso Ratzinger che nel frattempo è diventato Papa Benedetto XVI.

Tutta la fede, a domanda e risposta

Un percorso che consente a tutti di crescere nella verità
Un testo per “soddisfare la fame di verità dei fedeli di tutte le età e condizioni”, ma anche “il bisogno di quanti, senza essere fedeli, hanno sete di verità e di giustizia”. Così il card. Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, presentava nell'introduzione il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica a cui lui stesso ha lavorato dirigendo la speciale Commissione istituita nel 2003 da Giovanni Paolo II per la realizzazione dell'opera. Il testo è stato presentato, martedì 28 giugno, in Vaticano nel corso di una celebrazione liturgica presieduta dallo stesso Ratzinger che nel frattempo è diventato Papa Benedetto XVI (nella foto il Papa consegna il Compendio ad una famiglia).

598 DOMANDE E RISPOSTE. Edito dalla Libreria Editrice Vaticana in coedizione con le Edizioni San Paolo, il testo è di 205 pagine e contiene una formulazione sintetica di tutti i contenuti della fede e della morale cattolica. Si presenta in forma dialogica, un antico genere letterario catechistico fatto di domande e risposte, mediante una sequenza incalzante di interrogativi (in tutto 598) per aiutare il lettore – spiega nell'introduzione l'allora card. Joseph Ratzinger - “a proseguire nella scoperta dei sempre nuovi aspetti della verità della sua fede”. Il tutto è intervallato da riproduzioni a colori di affreschi e miniature rappresentanti la vita di Gesù. Provengono dal ricchissimo patrimonio dell'iconografia cristiana e sono opera di artisti di ogni tempo che “hanno offerto alla contemplazione e allo stupore dei fedeli i fatti salienti del mistero della salvezza, presentandoli nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza”. È un indizio di come oggi nella civiltà dell'immagine, “l'immagine sacra possa esprimere molto di più della stessa parola”. Come il Catechismo, anche il Compendio si articola in quattro parti, “in corrispondenza delle leggi fondamentali della vita in Cristo”. La prima parte (lex credendi), intitolata “La professione della fede”, contiene “un'opportuna sintesi” della fede professata dalla Chiesa cattolica. La seconda parte (lex celebrandi), intitolata “La celebrazione del mistero cristiano” presenta gli elementi essenziali nella vita sacramentale, mentre la terza parte (lex vivendi) – dal titolo “La vita in Cristo” – richiama “l'impegno che i battezzati hanno di manifestare nei loro comportamenti e nelle loro scelte etiche la fedeltà alla fede professata e celebrata”. La quarta parte (lex orandi) – “La preghiera del Signore: Padre Nostro” – offre una sintesi della vita di preghiera.

LA MORALE CATTOLICA IN PILLOLE. Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me. Non nominare il nome di Dio invano. Ricordati di santificare le feste. Onora tuo padre e tua madre… Nella terza parte - intitolata “La vita in Cristo” – il Compendio ripercorre ad uno ad uno i comandamenti del Decalogo, richiamando i comportamenti e le scelte etiche che i cristiani sono tenuti a seguire. Il primo comandamento, per esempio, nel proibire ai fedeli di non avere “altri dèi di fronte a me” proibisce l'idolatria, la superstizione (che “si esprime anche nelle varie forme di divinazione, magia, stregoneria e spiritismo”) e l'agnosticismo che comprende anche “indifferentismo” e “ateismo pratico”, per cui “nulla si può sapere su Dio”. Nell'esortare i fedeli a santificare le feste, il Compendio si schiera per il riconoscimento civile della domenica come giorno festivo mentre nel comandamento “Onora tuo padre e tua madre”, definisce la famiglia “la cellula originaria della società umana”.

NON UCCIDERE. Nel comandare di “non uccidere”, il quinto comandamento proibisce l'aborto diretto (“pena la scomunica perché l'essere umano, fin dal suo concepimento, va rispettato e protetto in modo assoluto nella sua integrità”), l'eutanasia diretta (che “consiste nel mettere fine, con un atto o l'omissione di un'azione dovuta, alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte”) e il suicidio. Con il comandamento a non uccidere, la Chiesa invita la società anche a “proteggere ogni embrione”, perché “il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano, fin dal suo concepimento, è un elemento costitutivo della società civile”. Entra nel quinto comandamento anche la domanda “quando è moralmente consentito l'uso della forza militare” e il Compendio risponde che “è moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni: certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilità di successo; assenza di mali peggiori, considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione”. Ma aggiunge anche che “si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare in ogni modo la guerra, dati i mali e le ingiustizie che essa provoca”.

NON COMMETTERE ADULTERIO E NON RUBARE. Il sesto comandamento – “Non commettere adulterio” – esorta i fedeli a vivere la castità “secondo il proprio stato” e definisce peccato “l'adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali”. Nel comandamento “Non rubare”, la Chiesa invita i dirigenti di impresa a “considerare il bene delle persone e non soltanto l'aumento dei profitti, anche se questi sono necessari”. Nell'ottavo comandamento, invece – “Non dire falsa testimonianza” - c'è un paragrafo riservato anche all'uso dei mezzi di comunicazione esortando gli operatori dei media a dare un'informazione “sempre vera” e “integra”. Il decalogo si chiude con il comandamento a “non desiderare la roba d'altri” che è un invito di Gesù al “distacco dalle ricchezze”, all'“abbandono alla provvidenza” per “preferire Lui a tutto e tutti”.

COMPENDIO DEL CATECHISMO: BENEDETTO XVI, «UN TESTO AUTOREVOLE, SICURO, COMPLETO»

COMPENDIO DEL CATECHISMO: BENEDETTO XVI, «UN DIALOGO IDEALE TRA IL MAESTRO E IL DISCEPOLO»

Motu proprio di Benedetto XVI per il Compendio del Catechismo

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