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VANGELO DI GIUDA: BOTTINI (BIBLICUM), «NON RIAPRIRÀ NESSUN DIBATTITO SUL CRISTIANESIMO E LA DOTTRINA»

“Non si vede come questo manoscritto possa riaprire il dibattito e le ricerche sul cristianesimo delle origini. Semmai potrà contribuire a conoscere qualche dettaglio sullo sviluppo di gruppi gnostici”. Padre Claudio Bottini, decano della Facoltà di archeologia e scienze bibliche dello Studium Biblicum Franciscanum (Sbf), parla così della presentazione, oggi a Washington, dell'antico manoscritto copto che conterrebbe l'unica copia esistente del Vangelo di Giuda. Ricostruito, autenticato e tradotto grazie a National Geographic, alla Maecenas Foundation for Ancient Art e al Waitt Institute for Historical Discovery, secondo quanto anticipato proprio dal National geographic channel, il manoscritto presenterebbe la figura di Giuda sotto una “nuova luce” con possibili ripercussioni sulla storia delle origini del cristianesimo e sulla dottrina.

“Bisogna attenderne la pubblicazione per vedere quale nuova luce il testo getterebbe sulla figura di Giuda che ha posto sicuramente dei problemi anche alla comunità apostolica” dice al Sir padre Bottini. “Nel Vangelo secondo Giovanni Gesù prega: Quando ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi. Nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura (Gv 17,12)”.

Lo stesso vale per qualche eventuale riflesso sulla dottrina. “Se il manoscritto risale ai Cainiti – afferma lo studioso - è possibile che contenga qualche informazione sul rito sessuale praticato dalla setta per raggiungere la gnosi perfetta. La formula che accompagnava tale rito è riportata anche da Ireneo”. “L'esistenza del Vangelo apocrifo è – infatti - nota ed è proprio S.Ireneo il primo a parlarne – spiega il Decano – riferendo che alcuni gnostici possedevano anche un Vangelo di Giuda, il traditore. Il suo contenuto finora gli studiosi cercavano di dedurlo, con molte riserve, dai lineamenti generali dalla dottrina dei "Cainiti". È possibile che esso contenesse un racconto della passione di Gesù, dove il tradimento di Giuda era descritto (e giustificato) come un mezzo per procurare la salvezza universale. In questo modo Giuda avrebbe impedito che la verità fosse rovinata (da Gesù Cristo) o che il disegno delle cattive potenze (gli arconti) andasse in porto. Gli arconti volevano impedire la crocifissione, perché in questo modo gli uomini, sottratti allo loro potenza, avrebbero raggiunto la salvezza”.
Sir

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