Matrimonio e unioni omosessuali

Commenti totali: 10, Pagine: 1
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Alya 22/05/2012 00:00
Scusi, signor Fagioli, lei sostiene che le unioni omosessuali non possono essere omologate a una famiglia fondata sul matrimonio, ma non spiega perché. La Costituzione non è qualcosa di statico, ma si può modificare. Lo si è sempre fatto, infatti, non siamo più una monarchia. Sinceramente penso che, proprio perché il matrimonio in questo momento è indebolito, permettere a delle persone che desiderano con tanto fervore di potersi sposare, come le coppie omosessuali che convivo da decenni, non possa che rafforzare l'istituto del matrimonio.
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Dante Pastorelli 24/05/2012 00:00
Matrimonio: dove va a finire la "mater"?
Fra due maschi, si fa per dire, chi è la mater? Fra due femmine, si fa per dire, dov'è la mater?
Quanto alle unioni eterosessuali fuori del matrimonio restano pur sempre gravemente peccaminose, scandalose, e come tali sempre condannate dalla Chiesa, almeno quella i cui membri e le cui autorità ancora conoscono la morale Cattolica.
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Marco 26/05/2012 00:00
Matrimonio: pessima parola, che sembra nascere per sancire il possesso della moglie da parte del marito.
Seppure vogliamo usare questa parol(acci)a per benedire l'amore, per me credente è uno solo: quello tra due persone che si amano, ivi incluse due donne o due uomini.
Quanto alla Costituzione italiana, essa parle di «matrimonio», e non di eterosessualità. Per non discriminare nessuno è sufficiente esplicitare nelle leggi, che ai principi della costituzione fanno riferimento, che i diritti sono uguali per tutte le coppie, oltre che per tutti i singoli individui.
Per rafforzare le 'vite familiari' cui consulta e cassazione fanno riferimento.
Ce lo raccomanda anche il Parlamento europeo: www.lgbt-ep.eu/press-releases/european-parliament-strongly-condemns-homophobic-laws-and-discrimination-in-europe/
Marco, credente
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Maurizio 26/05/2012 00:00
Gent. Andrea Fagioli, la sua risposta mi trova in disaccordo su due punti. Non ho una proposta alternativa in testa, cerco solo di ragionarne assieme a lei.
"Le unioni tra persone omosessuali non possono essere omologate (..) ad altre forme di convivenza comunque degne di attenzione, come le coppie eterosessuali non sposate che dimostrano stabilità di rapporti e magari hanno anche dei figli". A parte che anche le coppie omosessuali possono avere figli (da precedenti matrimoni, ..), ma soprattutto perchè esclude a priori la stabilità dei rapporti omosessuali?
Il secondo punto è sulla minaccia alla famiglia: oggi che in Italia non esiste legislazione per le coppie omosessuali la famiglia E' GIA' in crisi, e sicuramente ha bisogno di maggior sostegno. Ma le due cose non si escludono. La creazione di un "matrimonio di serie B", definizione che posso anche condividere, non ha l'obiettivo o l'effetto di minare quello di serie A, ma di offrire un supporto ANCHE a tutti quelli che al matrimonio di serie A non hanno accesso, e che oggi di fatto sono ormai la maggioranza, che lo si approvi moralmente o no, e quindi bisogna farsene una (anche severamente critica) ragione.
Grazie per l'attenzione, buon lavoro. M.
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Federico 27/05/2012 00:00
Scusami tanto dott. Fagioli (ti do del Tu perchè tu ti permetti di dare del Tu a una lettrice che invece ti da del Lei) ma la risposta che hai dato alla Signora/ina di Pontassieve non è a livello delle altre sagge risposte che spesso dai ai lettori.

Innanzitutto enunci senza spiegare. Spiega un po' perchè ritieni che una coppia concubina eterosessuale sia migliore di una coppia omosessuale. Il mio vecchio vescovo Fiordelli si fece condannare pur di difendere le coppie sposate in chiesa... e tu dici che invece sono degne di attenzione.. da parte di chi ? Della Chiesa, quando alla coppia non interessa? O dello Stato?
Mi pare che
1. tu ti sia inconsapevolmente adeguato ai tempi e più che al magistero, almeno sulle coppie non sposate...
2. il fatto che tu definisca le coppie non sposate "degne di attenzione" è significativo perchè vuol dire che una cosa che ha rilevanza statistica (numeri alti) debba essere degna di attenzione da parte dello Stato, e probabilmente anche della Chiesa, che dovrebbe annunciare il Vangelo a tutti.... Conseguentemente se si tratta solo di una questione "statistica" e non "magisteriale" allora degne di attenzione debbono essere anche le coppie omosessuali, almeno da parte dello Stato, che non dovrebbe essere confessionale.

3. sei piuttosto disinformato sulle questioni poste dalla Lettrice, molte delle cose che dici non corrispondono a verità, e il tono paternalista della lettera (ribadisco, disturba il "TU" a chi ti da del LEI" come se si trattasse di una ragazzina di 12 anni....) ti fa solo fare una gran brutta figura, quella del padre che non sa che risposta dare e dice "è così e basta". Solo che sei il direttore di un giornale, e la questione posta è tale che non può essere liquidata con la risposta che hai dato.

Visto che la tua risposta non appartiene al magistero ma è personale mi permetto di consigliarti una lettura: "L'Amore Forte"....di Fabio Regis - editori Riuniti.... e forse non sarai cosi superficiale nel proporre risposte che non ti appartengono e che sanno di imparaticcio.

Cordiali Saluti
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Dante Pastorelli 27/05/2012 00:00
Strani credenti coloro che invocano rapporti condannati da Nostro Signore, per il quale è perfino peccato guardar con desiderio una donna (ma forse pensano che il precetto non valga ove si guardi un uomo). La morale divino-naturale, prima ancora che la Chiesa la codificasse sulla base della Rivelazione, condanna i rapporti omosessuali (abominandum vitium) e le stesse coppie di fatto "stabili": stabile scandalo. Certo oggi non ci si scandalizza di niente. E proprio qui è il grande male: ci siamo tanto abituati al peccato anche pubblico che non abbiamo più coscienza della sua gravità in sé, per i peccatori, e del danno che produce alla società. Come il bonum, così il malum est diffusivum sui.
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cinzia 28/05/2012 00:00
Ma perché i Cattolici quando si sfiora l'argomento omosessualità diventano incapaci di ragionare e di argomentare. Intendo dire i Cattolici, non i cristiani. Intendo la Chiesa, non la chiesa.
Egualmente non troppo tempo fa, in paesi storicamente esemplari sul cammino dei diritti civili, i timorati di Dio si irrigidivano sino alla rabbia feroce, sino alla bava, se si metteva in discussione il diritto divino a possedere schiavi, o la parità di diritti delle donne rispetto agli uomini, ed altre situazioni meramente culturali, soggette al mutamento del tempo e dei costumi, e, grazie a Dio, alla sempre maggior e comprensione di ciò che lo Spirito non smette di dire alle chiese (che erano simbolicamente 7, anche all'inizio).
Sono convinta che viviamo in un tempo di grande oscurantismo, in cui alla caduta vertiginosa delle istituzioni e dei poteri religiosi corrisponde un crescendo di fanatismo, che sostituisce l'idolatria verso la famiglia e il papa alla fede in Cristo e nella Pasqua. Oggi pare che la salvezza passi attraverso la procreazione, come nel mondo ebraico, come nelle fedi arcaiche. come se Il Nuovo non fosse mai venuto, e Cristo, un laico celibe che NON ha procreato, che non ha POSSEDUTO, fosse morto invano e soprattutto non fosse mai risuscitato. Il deposito della fede sta subendo uno sradicamento e una sclerotizzazione progressiva a favore di una tradizione che è solamente voce umana, legge umana, terrorizzata di fronte al Nuovo, nella quale lo Spirito è stato soffocato.
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Dante Pastorelli 31/05/2012 00:00
Quanta prosopopea, quanto livore in alcune lettere! La legge della Chiesa, quando investe il campo della Verità e della morale, affonda le sue radici nella Rivelazione, nella Sacra Tradizione, nel Magistero infallibile sempre ribadito e professato.
Di bava alla bocca di cattolici fedeli alla Chiesa e di tanti ottimi sacerdoti che ho avuto la fortuna di conoscere, io non ne ho mai vista, ho sempre sperimentato giustizia e carità, severità verso il peccato e amore verso la persona. Gli errori degli uomini di Chiesa non intaccano mai l’essenza della Sposa di Cristo, che anche quando umanamente è sfigurata, è sempre integra nel suo splendore soprannaturale.
Quanto alle coppie di fatto eterosessuali la Chiesa guarda ad esse con attenzione perché, per quanto la convivenza sia peccaminosa e scandalosa, è pur sempre un’unione tra uomo e donna (“maschio e femmina li creò”) finalizzata alla procreazione ed al mutuo sostegno.
La coppia omosessuale esprime un falso concetto di amore che si riduce alla pura istintività deviata dalla legge divino naturale. Si tratta di una non coppia, non essendoci la diversità dei sessi, il cui complemento è necessario per formar la “coppia”.
La pratica omosessuale è peccato “che grida vendetta al cospetto di Dio”, un’espressione che oggi per eccessivo permissivismo non si può più usare.
Da qui alla criminalizzazione dell’omosessuale ce ne corre. Si condanna il peccato, ma la persona omosessuale dev’esser compresa ed aiutata. Ed il primo aiuto, quello più indispensabile, è proprio quello a carattere spirituale. Il fine della Chiesa è, infatti, la salvezza delle anime.
Agli omosessuali è richiesta la castità così come vien richiesta ai celibi e alle nubili, e come vien richiesta agli sposi: già, perché forse certi lettori non sanno che esiste anche una castità sponsale.
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Gino 25/06/2012 00:00
Gentili lettrici e lettori,
sono rimasto emotivamente coinvolto da tutte i vostri commenti: da un lato, come gay credente, mi sento profondamente grato nei confronti di coloro che approvano l'estensione dell'esercizio dei diritti civili anche alle coppie omosessuali; invece, nelle considerazioni rigide e dogmatiche del signor Fagioli e del signor Pastorelli, noto una ostinata e frenetica sorta di caccia alle streghe; una costante chiusura che mi avvilisce e mi delude non poco. Ebbene, signor Fagioli e signor Pastorelli, io vi auguro di essere felici e di poter commuovervi di gioia, un giorno non lontano, davanti a due donne e due uomini che si promettano amore reciproco e si impegnino a condividere le aspettative, le responsabilità, i momenti piacevoli e quelli dolorosi e tutti i vari aspetti che fanno parte della vita di una coppia e, diciamoci la verità, di una vera e propria famiglia. Secondo me, lo sviluppo di una tale cellula sociale è una Grazia di Dio e, credetemi, vorrei che Nostro Signore la concedesse presto anche a me.
Siate sereni e non condannate con formule latine e termini aulici chi, come me, chiede il riconoscimento di un diritto fondamentale: la libertà di amare. Gesù ci esorta a testimoniare il Vangelo e ritengo che anche la ricerca di un dialogo costruttivo fra gruppi sociali in disaccordo sia un modo per seguire gli insegnamenti cristiani. Perché non ci appelliamo al buon senso, al mutuo rispetto, anziché emettere sentenze e giudizi che non migliorano e non rafforzano il tessuto di uno stato e nemmeno quello della Chiesa cattolica?
Grazie per l'attenzione.
Un caro saluto.
Gino Scarpelli
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Federico 25/06/2012 00:00
Io non vedo nessun livore nelle lettere, non vedo rabbia, vedo argomenti trattati con superficialità da persone che non ne conoscono i fondamenti biblici, che non conoscono la bibbia, e che la citano a sproposito.
Vedo una Chiesa insicura che si accanisce ideologicamente su certe figure deboli e che hanno la caratteristica di non reagire violentemente, i gay. A differenza di quei gruppi pseudopolitici che vanno a pestarli quando i gay si stringono la mano per strada. La stessa Chiesa non la vedo molto attiva negli altri casi di “peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio”, che ricordo sono ben 4, ma si ricorda solo il secondo.
1° Omicidio volontario; 2° peccato impuro contro natura; 3° oppressione dei poveri; 4° frode nella mercede agli operai.
Si dice poco o nulla sulle guerre che l’Italia combatte all’estero, che non sono operazioni di pace, forse perché lo Ior investe in Finmeccanica e quindi in OtoMelara, si dice poco sull’oppressione dei poveri da parte dei paesi ricchi, si dice praticamente nulla dei salari da fame e dei contratti permessi dalla legge ma senz’altro oltraggiosi nei confronti di chi lavora seriamente.
In sostanza si dice molto sull’aspetto personale, e niente sull’aspetto sociale. La commissione Justizia et Pax è roba da comunisti, che notoriamente non vanno più di moda.
La Chiesa è pronta a perdonare un assassino e un abortista, a seppellire in chiesa un malandrino, ma scambia i diritti civili gay per una propria questione interna. Dice al gay che può far sesso occasionalmente con chiunque tanto poi lo perdona, ma non può avere una relazione stabile, perché è stabilità di peccato, nemmeno dopo i sessantenni (ricordate la vecchia regola delle perpetue in canonica che dovevano essere non più fertili per evitare problemi in caso di “caduta”?....)
Una possibile riflessione è che la Chiesa non si vuol sporcare le mani con i gay, perché troppi seminari sono stati ricettacolo di omosessuali.
Chiedere ai gay credenti la castità è possibile, ma la Chiesa non può chiedere la castità a chi dichiara di non credere in Dio, e lo stato che giustamente regolamenta qualunque cosa rilevante, deve regolamentare anche le unioni omosessuali.
Altrimenti sarebbe come se la chiesa dicesse: “Stato non regolamentare e non punire l’Omicidio volontario (altro peccato che grida vendetta al cospetto di Dio): ci penso io con la confessione! Non regolamentare i contratti di lavoro, ci penso io con la mia moral suasion. Stato, non ti occupare dei poveri, non dare assegni di disoccupazione o pensioni sociali, ci penso io con la Caritas!!.”

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