Aborto

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Da 43 anni si celebra, ogni prima domenica di febbraio la Giornata per la Vita voluta dai Vescovi italiani. Perché? Per dire che la Chiesa non si sarebbe mai rassegnata alla legge sull’aborto definita «intrinsecamente e gravemente immorale» e, nello stesso tempo, per tenere sveglie le coscienze rispetto al possibile prevalere dell’assuefazione di fronte a una moltitudine di bambini cui viene impedito di nascere e di donne che restano segnate da una ferita profonda

Il sacerdote José María Di Paola, più noto come padre Pepe, “storico” punto di riferimento dei curas villeros, i sacerdoti dei quartieri popolari della periferia di Buenos Aires, ha definito “vergognoso” che il Parlmento approvi la legge sull’aborto, nello stesso momento in cui la gente dei quartieri popolari e delle province reclama che “altre questioni più urgenti vengano affrontate in tempi di crisi sociale e sanitaria”. 

“Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva Ru486, mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo”: è partita la campagna #dallapartedelledonne, e questo è il messaggio di Pro Vita & Famiglia riportato su maxi manifesti affissi e su decine di camion vela apparsi a Firenze e in numerose altre città italiane per denunciare l’aborto farmacologico

"Il concepito è uno di noi, e riconoscerlo uguale in dignità ad ogni essere umano è la chiave della civiltà e del progresso". A ribadirlo è ancora una volta la presidente nazionale del Movimento per la vita italiano, stilando al Sir un primo bilancio a caldo del convegno nazionale dei Cav e del IV Forum della Federazione europea “One of us”. Contro la cultura dello scarto, aggiunge, "la difesa della vita nascente non può fare a meno del coraggio e della testimonianza delle donne". Ed è un sì convinto la risposta del Mpv all'esortazione del segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo: "Non stancatevi di proclamare e testimoniare il Vangelo della vita”

I sostenitori dell’aborto farmacologico "tendono a silenziare ulteriormente l’evidenza scientifica della relazione mamma – figlio che si crea fin dai primi istanti". Lo sostiene Giuseppe Noia, docente di Medicina dell’età prenatale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore dell’Unità operativa complessa hospice perinatale del Policlinico Agostino Gemelli e presidente dell’Associazione italiana ginecologi ostetrici cattolici (Aigoc).