Aborto

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L’aborto è “un omicidio e non è lecito diventarne complici”: A ribadirlo è stato il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti al Congresso promosso dalla Società Italiana di Farmaceutica Ospedaliera ha affermato che “in certi casi” è lecito praticare l’obiezione di coscienza. 

“Non esiste un diritto ad abortire. La vita umana, anche quella non ancora nata, possiede una propria dignità e un proprio diritto sin dal concepimento. Pertanto chiediamo al Parlamento Europeo di adottare una risoluzione in cui si stabilisca il diritto di tutte le donne alla continuazione alla gravidanza e quindi di ricevere gli aiuti e le protezioni necessarie perché il loro figlio possa essere accolto”. Lo dichiara Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito al Rapporto Matic.

L'Euroassemblea voterà la prossima settimana la relazione che porta la firma del deputato Predrag Fred Matić il cui titolo parla di “situazione della salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nell'Ue, nel quadro della salute delle donne”. Diversi gli aspetti interessanti sottolineati nel testo, che gode di ampio sostegno a Bruxelles. Ma ancora una volta si esalta un inesistente "diritto all'aborto" anziché proclamare e tutelare il "diritto alla vita". 

Da 43 anni si celebra, ogni prima domenica di febbraio la Giornata per la Vita voluta dai Vescovi italiani. Perché? Per dire che la Chiesa non si sarebbe mai rassegnata alla legge sull’aborto definita «intrinsecamente e gravemente immorale» e, nello stesso tempo, per tenere sveglie le coscienze rispetto al possibile prevalere dell’assuefazione di fronte a una moltitudine di bambini cui viene impedito di nascere e di donne che restano segnate da una ferita profonda

Il sacerdote José María Di Paola, più noto come padre Pepe, “storico” punto di riferimento dei curas villeros, i sacerdoti dei quartieri popolari della periferia di Buenos Aires, ha definito “vergognoso” che il Parlmento approvi la legge sull’aborto, nello stesso momento in cui la gente dei quartieri popolari e delle province reclama che “altre questioni più urgenti vengano affrontate in tempi di crisi sociale e sanitaria”. 

“Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva Ru486, mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo”: è partita la campagna #dallapartedelledonne, e questo è il messaggio di Pro Vita & Famiglia riportato su maxi manifesti affissi e su decine di camion vela apparsi a Firenze e in numerose altre città italiane per denunciare l’aborto farmacologico