Aborto

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Un appello ai fedeli cattolici e, più in generale, ai cittadini britannici perché scrivano ai loro parlamentari per chiedere che si oppongano a un cambiamento nella legge che aprirebbe all’aborto su richiesta, per qualunque motivo, fino a 28 settimane. A lanciarlo è mons. John Sherrington, responsabile del settore vita per la conferenza episcopale di Inghilterra e Galles.

Approda in Giunta regionale una delibera che, in nome dell’ideologia e del risparmio, permette l’Ivg farmacologica anche in strutture territoriali di tipo ambulatoriale. Nonostante le Linee guida del Ministero della salute prevedano il ricovero ospedaliero per l’uso del mifepristone, già adesso lo si pratica in regime di day hospital esponendo così la donna a gravi rischi.

Ricevendo stamani in udienza i partecipanti al Convegno internazionale promosso dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita sul tema «Yes to Life! – Prendersi cura del prezioso dono della vita nella fragilità», Francesco ha sottolineato come «ogni bambino che si annuncia nel grembo di una donna è un dono, che cambia la storia di una famiglia. E questo bimbo ha bisogno di essere accolto, amato e curato».

Nel dibattito sulla famiglia che ha investito nei giorni scorsi il Congresso mondiale di Verona c’è qualcosa che stride nel proporre il «tifo per» la famiglia. Il rischio di ridurre il tema della famiglia a tema di scontro o «di parte», appare un grave errore e un limite di ogni convegno che ponga il tema della famiglia «contro» qualcuno o qualcosa.

Una coppia di giovani sposi ci scrive dopo la dolorosa esperienza di un aborto spontaneo, sottolineando come non ci siano stati - da parte della comunità parrocchiale - gesti di compassione per quel figlio morto prematuramente. Risponde padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica dell'Italia centrale.

Collaborare, costruendo tra la rete dei consultori pubblici e le attività del privato sociale un linguaggio comune, modalità condivise di accoglienza e ascolto delle persone in difficoltà: coppie, donne, mamme, minori. È questo il senso dell’accordo siglato nei giorni scorsi fra le tre aziende sanitarie - Toscana centro, nord ovest e sud est - e il Forum toscano delle associazioni per i diritti della famiglia.