Agricoltura

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Il professor Angelo Riccaboni, rappresentante italiano del Ministero Università e Ricerca, già Rettore dell’Università di Siena, è stato eletto Presidente della Fondazione PRIMA per un ulteriore triennio, con voto unanime dei rappresentanti dei 19 Paesi partecipanti all'Iniziativa, nella riunione del Board of Trustees che si è svolta ieri, 28 giugno, a Barcellona.

La siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana con danni stimati in un miliardo di euro all’anno per effetto del calo dei raccolti che hanno bisogno dell’acqua per crescere. È quanto afferma Coldiretti sulle conseguenze del grande caldo arrivato con l’anticiclone subtropicale Scipione l’Africano che fa impennare i termometri fino a 41 gradi.

Scorte di grano sufficienti in Toscana per almeno due-tre mesi e probabilmente abbastanza per arrivare alla prossima mietitura. A rassicurare imprese e consumatori è Coldiretti Toscana sulla base del monitoraggio delle riserve dei Consorzi Agrari d’Italia della zona del Tirreno e Consorzio Agrario di Firenze che raccolgono una buona parte del grano dei cerealicoltori toscani.

“Mungiamo le mucche, non gli allevatori”, “il caro energia uccide l’agricoltura”, “cibo sano al giusto prezzo”, “agricoltori e consumatori vittime della guerra dei prezzi”: sono solo alcuni degli slogan della manifestazione organizzata da Coldiretti Toscana, in programma giovedì 17 febbraio, dalle ore 9.00, a Firenze e Grosseto, per salvare l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro ed il territorio.

“Il caro energia spinge la speculazione dai campi alla tavola con gli agricoltori costretti a lavorare in perdita ed i consumatori a tagliare il carrello della spesa a causa dell’aumento dei prezzi al dettaglio”. Lo denuncia oggi il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, commentando gli ultimi dati dell’inflazione che evidenziano un rincaro dei prodotti alimentari sugli scaffali di negozi e supermercati spinto dal record del petrolio. 

Nelle stalle è boom rincari per gasolio, energia elettrica e mangimi ma il prezzo al litro del latte, che viene riconosciuto alle imprese zootecniche, è sempre lo stesso. E’ tutto sulle spalle degli allevatori toscani, circa 200 i “superstiti” (-25% in dieci anni e -15% di capi), principalmente concentrati tra il Mugello e la Maremma, il “peso” degli aumenti fuori controllo di materie prime e speculazioni che hanno fatto schizzare l’inflazione al 3,7% nella nostra regione.