Alimentazione

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«Fra alimentazione e giustizia c’è un legame che non si può ignorare». A dirlo è padre Renato «Kizito» Sesana, missionario comboniano tra i bambini di strada di Nairobi, che da anni si confronta quotidianamente col dramma di chi ha fame. Padre Sesana sarà ospite domani della parrocchia dell’Addolorata, a Grosseto, che sta celebrando la sua festa patronale dedicata al tema del cibo.

Qualche riflessione dopo il caso del figlio di una coppia toscana, ricoverato in ospedale per grave denutrizione. Ripartire da un punto fermo: il bene integrale dei bambini. Il bene dei tanti piccoli «Filippo» che chiedono di essere «nutriti» adeguatamente, nel corpo, nel cuore e nella mente, per crescere armoniosamente e senza «forzature».

"Continuiamo la lotta alla fame senza secondi fini! Invece di impressionarci di fronte ai dati, modifichiamo il nostro rapporto con le risorse naturali, l’uso dei terreni, modifichiamo i consumi, eliminiamo lo sperpero: così sconfiggeremo la fame". E’ una delle indicazioni più forti che il Papa rivolge ai partecipanti alla 39.ma Conferenza della FAO, ricevuti stamani in Vaticano. Nel suo lungo discorso, Francesco denuncia una certa tendenza a non agire, a delegare ad altri, a non affrontare il problema della fame quando invece l’accesso al cibo è un diritto di tutti e pertanto va garantito.

In uno studio che ha coinvolto 99 Caritas nazionali - presentato il 18 maggio nello stand Caritas all’Expo di Milano e realizzato da Caritas internationalis, Catholic Relief Services e Grey Matter Research & Consulting - sembra che la soluzione per ridurre la fame nel mondo sia molto semplice: aiutare i piccoli coltivatori, i più colpiti dai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale è infatti tra le prime tre cause di malnutrizione insieme alla mancanza di risorse - terra, semi, prestiti, accesso ai mercati - e alla bassa produttività agricola. Secondo un terzo degli intervistati (che facevano riferimento alla situazione nel proprio Paese) le persone non hanno accesso a cibo sufficiente; la metà dice che la sicurezza alimentare è garantita in parte, soltanto per un quinto lo è completamente. A soffrire di più per la bassa produttività agricola e i cambiamenti climatici sono i contadini dell’Africa sub-sahariana. In Asia i piccoli agricoltori non riescono ad accedere alle risorse finanziarie. In America Latina e nei Caraibi le difficoltà sono dovute alla speculazione sui prezzi alimentari e alla mancanza di infrastrutture. Il Medio Oriente e il Nord Africa scontano più di tutti la presenza di conflitti e la mancanza di acqua pulita.