Alimentazione

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In uno studio che ha coinvolto 99 Caritas nazionali - presentato il 18 maggio nello stand Caritas all’Expo di Milano e realizzato da Caritas internationalis, Catholic Relief Services e Grey Matter Research & Consulting - sembra che la soluzione per ridurre la fame nel mondo sia molto semplice: aiutare i piccoli coltivatori, i più colpiti dai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale è infatti tra le prime tre cause di malnutrizione insieme alla mancanza di risorse - terra, semi, prestiti, accesso ai mercati - e alla bassa produttività agricola. Secondo un terzo degli intervistati (che facevano riferimento alla situazione nel proprio Paese) le persone non hanno accesso a cibo sufficiente; la metà dice che la sicurezza alimentare è garantita in parte, soltanto per un quinto lo è completamente. A soffrire di più per la bassa produttività agricola e i cambiamenti climatici sono i contadini dell’Africa sub-sahariana. In Asia i piccoli agricoltori non riescono ad accedere alle risorse finanziarie. In America Latina e nei Caraibi le difficoltà sono dovute alla speculazione sui prezzi alimentari e alla mancanza di infrastrutture. Il Medio Oriente e il Nord Africa scontano più di tutti la presenza di conflitti e la mancanza di acqua pulita.

Per ridurre la fame nel mondo la soluzione è: aiutare i piccoli coltivatori, che sono oggi i più colpiti dai cambiamenti climatici, tra le prime cause della malnutrizione oltre alla mancanza di risorse - terra, semi, prestiti, accesso ai mercati - e alla bassa produttività agricola. Lo rileva una ricerca, realizzata da Caritas internationalis, il Catholic Relief Services (la Caritas degli Usa) e un istituto di ricerca indipendente, Grey Matter Research & Consulting, presentata oggi al «Caritas day» a Milano nell’ambito dell’Expo 2015.

Milano e l'Italia sotto i riflettori. L'auspicio del premier Renzi: «Oggi inizia il domani dell'Italia». Ma il segno più profondo lo lascia Papa Francesco con il suo farsi voce dei poveri del mondo che «con dignità cercano di guadagnarsi il pane col sudore della fronte». La soddisfazione per l'avvio, dopo tante difficoltà, è oscurata dalle violenze dei «black bloc» nel centro della città.

È una Magna Charta della giustizia su scala globale, è un richiamo forte alle responsabilità individuali e collettive verso chi ha meno oggi e verso le generazioni di domani. Il testo, redatto su iniziativa del Governo italiano, sarà consegnato al segretario generale dell'Onu il 16 ottobre come «eredità immateriale» di Expo. La firma è aperta a tutti all'indirizzo www.carta.milano.it

«Ribadire il coinvolgimento della Chiesa nei confronti dei temi evocati da ‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita’, cui è dedicata questa edizione dell’Expo». È l’intento esplicito della decisione di Papa Francesco di intervenire - con un collegamento in diretta reso possibile dalla collaborazione tra la Rai e il Ctv, Centro televisivo vaticano - venerdì 1° maggio alla cerimonia di inaugurazione di Expo Milano. 

E' la farina più antica che si conosca, è stata prodotta 30 mila anni fa, proprio in Toscana, e serviva per l'alimentazione dell'Homo Sapiens. Che cos'è, come si lavorava, come è stata scoperta, in quale luogo della Toscana, e l'importanza dei vegetali nell'alimentazione umana, dalla preistoria ai giorni nostri: saranno questi i temi di un pomeriggio di lavoro che si terrà a Firenze in palazzo Strozzi Sacrati (sala Pegaso) domani, giovedì 23 aprile a partire dalle 15.