Ambiente

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(Bruxelles) La Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha sede a Lussemburgo, apre una «causa di inadempimento» verso l’Italia, rea, secondo la Commissione Ue che ha intentato l’azione, di non essersi messa in regola con la normativa comunitaria nel campo della smaltimento rifiuti e della gestione delle discariche.

Il protocollo, adottato in via sperimentale, ha una durata di due anni e nelle intenzioni del governo dovrebbe rappresentare un modello esportabile anche al di fuori della «terra dei fuochi». Dovrebbe essere seguito, forse a gennaio, da un disegno di legge organico riguardante tutto il territorio nazionale. Alcune delle misure annunciate sono sostanzialmente nuove, altre sono in realtà la ripresa e lo sviluppo di azioni già avviate con alterne fortune.

(dall'inviata a Milano) - «Ti chiediamo perdono per il modo in cui abbiamo abusato della terra sprecando le sue risorse, riducendone ampie zone a discarica e deserto». Le Chiese cristiane in Italia chiedono perdono per tutte le volte che gli uomini hanno abusato del Creato. Lo hanno fatto ieri sera nel corso di una commovente preghiera ecumenica che si è svolta a Milano nella basilica di S. Ambrogio, nell'ambito del convegno Cei sulla custodia del Creato. Una sentita invocazione di perdono intervallate dal canto del Kyrie eleison, intonato dal coro della Chiesa ortodossa russa.

«In Italia più di 1 sacco di spazzatura su 5 finisce negli inceneritori con 41 impianti attivi sulla Penisola di cui il 63% concentrato al Nord dove il record spetta alla Lombardia che ha 13 impianti e all'Emilia Romagna con 8». È quanto emerge da un'analisi dell'Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Ispra in relazione al dibattito sul trattamento degli scarti urbani in Italia. «A livello nazionale - sottolinea Uecoop - più di 1 sacchetto di spazzatura su 5 finisce nei termovalorizzatori, pari a 5,4 milioni di tonnellate sui 30,1 milioni totali».

Ricevendo in udienza 80 scienziati di diversi Paesi e fedi religiose, membri della Pontificia Accademia delle scienze, Papa Francesco ha auspicato che la ricerca scientifica «possa giovare a tutti, al fine che i popoli della terra ne siano sfamati, dissetati, sanati e formati». Appello per promuovere il disarmo nucleare.