Alluvioni

Ultimi contenuti per il percorso 'Alluvioni'

Papa Francesco, tramite il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha stabilito di inviare un primo contributo di 150.000 euro (50.000 per ciascun Paese) per il soccorso alle popolazioni del Mozambico, dello Zimbabwe e del Malavi, colpiti in questi giorni da gravi inondazioni, in questa prima fase di emergenza.

Dopo il passaggio del ciclone tropicale Idai, che il 14 marzo ha colpito il Mozambico devastando la città di Beira e l'area costiera delle province di Sofala, Zambézia e Inhambane, è in arrivo nell'area un'équipe di emergenza di Medici senza frontiere (Msf) - già presente nell'area con attività regolari che sono state interrotte a causa del ciclone - per valutare la portata dei danni e i bisogni della popolazione e garantire la capacità di cure mediche nelle strutture sanitarie danneggiate dal ciclone.

Durante il sopralluogo a Livorno, nei territori colpiti dagli allagamenti del 10 settembre dell'anno scorso, il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha annunciato lo stanziamento di altri 20 milioni per concludere quegli interventi di ripristino e di 5 per i primi interventi sul litorale di Piombino.

La città di Firenze, grazie al Comune e all’Associazione Firenze Promuove, ha ricordato il 52° anniversario dell’Alluvione del 4 novembre 1966, rendendo omaggio alle vittime e al coraggio dei fiorentini di sapersi riprendere dal quell’immane catastrofe. Quest’anno a presiedere la funzione religiosa, alla presenza del Gonfalone comunale, è stato il Cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo Emerito di Firenze, che nell’Oratorio della Madonna delle Grazie, davanti all’immagine che stava su una delle antiche celle del Ponte delle Grazie, ha celebrato la Messa.

A causa del terremoto e del conseguente tsunami che venerdì scorso ha colpito l'isola di Sulawesi, in Indonesia, «al momento le vittime stimate sono circa 1.200 e oltre 2 milioni le persone che subiranno le conseguenze della doppia catastrofe in un'area che comprende Palu, le province di Donggala, Sigi e Parigi Mountog, dove le coltivazioni, da cui dipende buona parte dell'economia locale, sono rimaste completamente distrutte».