Alluvioni

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«Rivolgo il mio pensiero ed esprimo la mia spirituale vicinanza a quanti soffrono a causa dell’alluvione che ha colpito il territorio di Livorno. Preghiamo per i morti, i feriti, per i rispettivi familiari e per quanti sono nella prova». Sono le parole con cui il Papa ha concluso i saluti ai fedeli di lingua italiana, tradizionale momento di congedo dall’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro.

Recuperato oggi il corpo anche dell'ottava vittima del nubifragio. Da Livorno, dove oggi è tornato in visita alle zone colpite, il presidente della Toscana torna a chiedere poteri straordinari per mettere in sicurezza il territorio. Prima stima dei danni. Ecco l’elenco delle opere che erano già state fatte e che sono anche al centro delle indagini della magistratura. Le casse di espansione sul Rio Maggiore, quello che ha causato i maggiori danni, si sono dimostrate insufficienti al loro primo impiego.

Ringrazia la Cei per la vicinanza subito manifestata, ma attacca anche chi doveva impedire questa nuova tragedia che fa piangere a Livorno 6 morti (due ancora i dispersi). Mons. Simone Giusti, vescovo di Livorno chiede «perché si è tombato, ossia coperto, un torrente senza rispettare il suo corso idrologico? Perché nelle aree di golena si è permesso di costruire? Perché le autorità preposte non hanno avvertito le popolazioni che potevano essere a rischio?».