Alluvioni

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Oltre un migliaio di vittime tra cui centinaia di bambini, 8.000 persone sfollate e rischio epidemie. È il tragico bilancio dell'alluvione e della frana che ha distrutto, la notte del 14 agosto, il sobborgo di Regent alla periferia di Freetown, in Sierra Leone. La rete Caritas, insieme alle altre organizzazioni internazionali e sotto il coordinamento del governo, è già in azione e lancerà a breve un piano di interventi e raccolta fondi.

Al termine dell'Angelus il Papa ha detto:

«Cari fratelli e sorelle, nei giorni scorsi, grandi alluvioni hanno colpito il Bangladesh, il Nepal e l’India settentrionale. Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni e prego per le vittime e per quanti soffrono a causa di questa calamità. Sono arrivate tristi notizie sulla persecuzione della minoranza religiosa i nostri fratelli Rohingya. Vorrei esprimere tutta la mia vicinanza a loro; e tutti noi chiediamo al Signore di salvarli e suscitare uomini e donne di buona volontà in loro aiuto, che diano loro i pieni diritti. Preghiamo anche per i fratelli Rohingya».

La Chiesa come «casa con fondamenta solide ma dove non mancano le crepe» e quindi sempre da riformare, è stata al centro della preghiera dell'Angelus, ieri in piazza San Pietro. Papa Francesco ha poi pregato per le vittime delle alluvioni e ha espresso la sua vicinanza a «i nostri fratelli rohingya», perseguitati in Myanmar.

Maria «ci aiuti ad essere santi, per incontrarci con lei, un giorno, in Paradiso»: è la preghiera di Papa Francesco, oggi all’Angelus in Piazza San Pietro, nella solennità dell’Assunta. Al termine dell'Angelus il Papa ha pregato per le «popolazioni che in tante parti del mondo soffrono a causa di calamità naturali, di tensioni sociali o di conflitti».

«È la più grande calamità naturale dei tempi recenti accaduta in Colombia». Lo dice al Sir il direttore del Segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, mons. Héctor Fabio Henao Gaviria, a proposito di quanto accaduto a Mocoa, nel dipartimento meridionale del Putumayo, dove la città è stata sepolta da una valanga di fango e detriti, provocata dallo straripamento dei tre fiumi che passano vicino alla zona.