Alluvioni

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Secondo l’Unicef, oltre 10,5 milioni di bambini vivono in Paesi che potrebbero essere esposti ai danni dell’uragano Irma. In base all’attuale traiettoria della tempesta, i bambini nelle isole dei Caraibi orientali, della Repubblica Dominicana, Haiti e Cuba sono in pericolo, fra questi oltre 3 milioni hanno meno di 5 anni.

«Sempre, anche oggi, la tentazione è quella di voler seguire un Cristo senza croce, anzi, di insegnare a Dio la strada giusta, come Pietro». Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, al termine del quale ha fatto un riferimento indiretto all’imminente viaggio in Colombia, quando indicando uno striscione che campeggiava tra i fedeli, con la scritta «buon viaggio» a caratteri cubitali nera in campo bianco, ha detto a braccio: «Voglio ringraziare voi, che mi augurate buon viaggio!».

Al termine dell'Angelus di ieri, in piazza San Pietro, il Papa ha detto:

Cari fratelli e sorelle, mentre rinnovo la mia spirituale vicinanza alle popolazioni dell’Asia Meridionale, che ancora patiscono le conseguenze delle alluvioni, desidero esprimere la mia viva partecipazione alle sofferenze degli abitanti del Texas colpiti da un uragano e da piogge eccezionali, che hanno provocato vittime, migliaia di sfollati e ingenti danni materiali. Chiedo a Maria Santissima, consolatrice degli afflitti, che ottenga dal Signore la grazia del conforto per l’intera comunità texana in questa dolorosa circostanza.

Oltre un migliaio di vittime tra cui centinaia di bambini, 8.000 persone sfollate e rischio epidemie. È il tragico bilancio dell'alluvione e della frana che ha distrutto, la notte del 14 agosto, il sobborgo di Regent alla periferia di Freetown, in Sierra Leone. La rete Caritas, insieme alle altre organizzazioni internazionali e sotto il coordinamento del governo, è già in azione e lancerà a breve un piano di interventi e raccolta fondi.

Al termine dell'Angelus il Papa ha detto:

«Cari fratelli e sorelle, nei giorni scorsi, grandi alluvioni hanno colpito il Bangladesh, il Nepal e l’India settentrionale. Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni e prego per le vittime e per quanti soffrono a causa di questa calamità. Sono arrivate tristi notizie sulla persecuzione della minoranza religiosa i nostri fratelli Rohingya. Vorrei esprimere tutta la mia vicinanza a loro; e tutti noi chiediamo al Signore di salvarli e suscitare uomini e donne di buona volontà in loro aiuto, che diano loro i pieni diritti. Preghiamo anche per i fratelli Rohingya».

La Chiesa come «casa con fondamenta solide ma dove non mancano le crepe» e quindi sempre da riformare, è stata al centro della preghiera dell'Angelus, ieri in piazza San Pietro. Papa Francesco ha poi pregato per le vittime delle alluvioni e ha espresso la sua vicinanza a «i nostri fratelli rohingya», perseguitati in Myanmar.