Clima

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Il documento finale mostra che a Buenos Aires non c'è stata convergenza almeno su tre punti. Sul tema delle migrazioni il «dialogo è rimandato alla prossima presidenza». Sulle questioni ambientali gli Usa «ribadiscono la decisione di recedere dall'accordo di Parigi». Su commercio e investimenti internazionali, si dichiara «non all'altezza il sistema commerciale multilaterale».

(dall'inviata a Milano) - «Ti chiediamo perdono per il modo in cui abbiamo abusato della terra sprecando le sue risorse, riducendone ampie zone a discarica e deserto». Le Chiese cristiane in Italia chiedono perdono per tutte le volte che gli uomini hanno abusato del Creato. Lo hanno fatto ieri sera nel corso di una commovente preghiera ecumenica che si è svolta a Milano nella basilica di S. Ambrogio, nell'ambito del convegno Cei sulla custodia del Creato. Una sentita invocazione di perdono intervallate dal canto del Kyrie eleison, intonato dal coro della Chiesa ortodossa russa.

I vescovi delle Conferenze episcopali regionali di Europa, Asia, Africa, America Latina ed Oceania hanno firmato oggi a Roma, nella sede di Radio Vaticana, una dichiarazione congiunta per chiedere ai leader dei governi di tutto il mondo «una azione immediata» per contrastare «gli effetti devastanti» dei cambiamenti climatici. 

Nella Dichiarazione finale del «G20 Interfaith», il forum ecumenico e interreligioso, intitolato «Costruendo consenso per uno sviluppo equo e sostenibile», che si è tenuto a Buenos Aires da mercoledì a ieri, si ribadisce che le diverse religioni «sono chiamate a costruire la pace tra i popoli e in ciascuna delle società umane» e che «quando si invocano motivi religiosi per propiziare la violenza o lo scontro si tradisce l’autentica essenza delle religioni».

Un doppio appello: per la giustizia climatica e per maggiore solidarietà globale nei confronti delle persone e delle comunità che subiscono maggiormente gli impatti dei cambiamenti del clima. A rivolgerlo sono questa mattina i leader cristiani riuniti da ieri ad Assisi per il primo incontro di preghiera ecumenica per il creato «Camminare insieme verso Cop24».

Papa Francesco ha esortato i governi, soprattutto i «più potenti e inquinanti» a «sforzarsi di onorare gli impegni assunti a Parigi per evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica». Lo ha fatto nel suo discorso di stamattina ai partecipanti alla Conferenza internazionale «Saving our Common Home and the Future of Life on Earth», nel terzo anniversario dell'Enciclica «Laudato si'».