Clima

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E’ necessaria una presa di coscienza mondiale, e una strategia internazionale condivisa per fermare il degrado dell’ambiente naturale e della salute degli oceani, che colpisce chi è già più vulnerabile, a partire dai pescatori. Papa Francesco lo ha ribadito con forza incontrando in Vaticano i leader del Pacific Islands Forum, rappresentanti dei paesi dell’Oceano Pacifico, che subiscono sempre nuovi fenomeni estremi ambientali e climatici. Il Pontefice ha ricordato il problema dell’innalzamento del livello dei mari e il “doloroso” declino della barriera corallina, usando le parole dell’appello dei vescovi delle Filippine, 30 anni fa. 

Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza nella sala Clementina in Vaticano i leader del «Pacific Islands Forum Secretariat» provenienti dagli 11 Paesi insulari: Australia, Isole Cook, Stati federati di Micronesia, Polinesia Francese, Kiribati, Nauru, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Repubblica delle Isole Marshall, Samoa e Vanuatu. 

Secondo l’Unicef, oltre 10,5 milioni di bambini vivono in Paesi che potrebbero essere esposti ai danni dell’uragano Irma. In base all’attuale traiettoria della tempesta, i bambini nelle isole dei Caraibi orientali, della Repubblica Dominicana, Haiti e Cuba sono in pericolo, fra questi oltre 3 milioni hanno meno di 5 anni.

Si intitola «Il Tempo per la Creazione: un tempo di preghiera per il mondo e per l’ambiente», il documento sottoscritto da tre organismi europei Kek (Conferenza delle Chiese d’Europa), Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) e Ecen (Rete ambientale cristiana europea) in vista della Giornata della Creazione del 1° settembre.

La comunità di Sant'Egidio chiede alle istituzioni di adoperarsi per ridurre i pericoli per la salute. «Ci rivolgiamo a tutti i cittadini: occorre prestare attenzione alle situazioni di disagio dei nostri vicini di casa, come di ogni persona anziana che incontriamo per strada e che vediamo in difficoltà, segnalando i casi»