Clima

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«L’attuale situazione di degrado ambientale, fortemente connesso con il degrado umano, etico e sociale, che purtroppo sperimentiamo quotidianamente, interroga tutti noi, ognuno con i propri ruoli e competenze, e ci porta ad essere qui riuniti con un rinnovato senso di consapevolezza e di responsabilità». Lo scrive Papa Francesco nel messaggio che ha inviato al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione del Regno del Marocco e presidente della 22ª sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop22), in corso a Marrakesh dal 7 al 18 novembre.

Credere alla resurrezione e alla vita eterna è essenziale per un cristiano. Lo ha ribadito ieri il Papa all'Angelus, al termine del quale ha lanciato un appello per il miglioramento delle condizioni dei carcerati in tutto il mondo e ha definito «un importante passo in avanti» il recente accordo di Parigi sul clima, anche in vista della conferenza di Marrakech.

Intervista alla leader ecologista indiana Vandana Shiva, intervenuta in questi giorni al III incontro mondiale dei movimenti popolari in corso a Roma. Dopo i precedenti appuntamenti a Roma e in Bolivia, migliaia di rappresentanti delle organizzazioni che lottano per la giustizia e i diritti degli esclusi incontreranno domani Papa Francesco in Vaticano. Presenteranno anche un documento finale con proposte e azioni concrete.

«I migranti climatici sono sempre più numerosi e vanno ad ingrossare le fila di quella carovana degli ultimi, degli esclusi, di coloro a cui è negato anche di avere un ruolo nella grande famiglia umana». A lanciare il  grido d’allarme è il Papa, nel Messaggio per la Giornata mondiale dell’alimentazione che si celebra il 16 ottobre.

Mezzo pieno o mezzo vuoto? A guardare gli applausi che a Parigi hanno accompagnato la fine di COP21 si potrebbe dire che l’accordo fra quasi 200 Paesi per contrastare i mutamenti climatici raffigura un successo; il classico bicchiere riempito per oltre la metà: entusiasmo davanti a una conferenza che poteva fallire ma non è fallita. Cosa diversa, prospettiva meno entusiastica, per non pochi commentatori secondo cui prevale la delusione: per l’indeterminatezza degli impegni, il rallentamento dei tempi, l’assenza di meccanismi capaci di vincolare sul serio parole e scelte.

Otto: questo è il «voto» che Vincenzo Buonomo, docente di diritto internazionale all’Università Lateranense, nominato da papa Francesco consigliere dello Stato vaticano, dà all'accordo finale della Cop21. «È riuscito a far convergere 195 Paesi del mondo. Oltre non era possibile andare».  Ma ci sono punti deboli e la questione del finanziamento è tutta da verificare. Il ruolo di «advocacy» e di «stakeholder» di Papa Francesco.