Clima

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Otto: questo è il «voto» che Vincenzo Buonomo, docente di diritto internazionale all’Università Lateranense, nominato da papa Francesco consigliere dello Stato vaticano, dà all'accordo finale della Cop21. «È riuscito a far convergere 195 Paesi del mondo. Oltre non era possibile andare».  Ma ci sono punti deboli e la questione del finanziamento è tutta da verificare. Il ruolo di «advocacy» e di «stakeholder» di Papa Francesco.

«Nessuna categoria di persone è esclusa dal percorrere la strada della conversione per ottenere la salvezza, nemmeno i pubblicani considerati peccatori per definizione». Lo ha detto Papa Francesco nell’Angelus ieri mattina, terza domenica di Avvento: «Dio non preclude a nessuno la possibilità di salvarsi. Egli è ansioso di usare misericordia verso tutti e di accogliere ciascuno nel tenero abbraccio della riconciliazione e del perdono».

Pace tra i cristiani, cura e salute per la “casa comune” della terra. Due pensieri hanno reso intenso il post-Angelus di Papa Francesco, che riferendosi anzitutto alla Conferenza sul clima in corso a Parigi ha lanciato un nuovo appello-augurio. “Ogni sforzo” dei partecipanti al vertice, ha detto, “dovrebbe essere rivolto ad attenuare gli impatti dei cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, a contrastare la povertà e far fiorire la dignità umana”. Chi prenderà delle decisioni, ha soggiunto, abbia il “coraggio di tenere sempre come criterio di scelta il maggior bene per l’intera famiglia umana”. Il secondo pensiero è stato per l’evento che esattamente 50 anni fa, il 7 dicembre 1965, vide la Chiesa di Roma e di Costantinopoli cancellare le reciproche scomuniche.

Con i giornalisti sull’aereo che lo riportava a Roma Francesco ha parlato di tutto, come di consueto. Dal Vatileaks alle «sporcizie nella Chiesa» già denunciate da papa Benedetto; dal divieto dell’uso del profilattico nella lotta all’Aids, al traffico di armi; dal ruolo della stampa nel denunciare ogni forma di corruzione alla conferenza sul clima . Ma è stata soprattutto l’Africa al centro della lunga conversazione. Eccone una sintesi e il testo integrale.

«Il mondo di oggi ha un grande bisogno di riconciliazione, soprattutto alla luce del tanto sangue che è stato versato in recenti attacchi terroristici». È l’appello lanciato dal Papa nel messaggio inviato al Patriarca Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, in cui fa riferimento alla tragica situazione internazionale per suggerire un percorso di dialogo tra cattolici e ortodossi: «Possiamo accompagnare le vittime con le nostre preghiere, e rinnovare il nostro impegno per una pace duratura, promuovendo il dialogo tra le nostre tradizioni religiose, poiché l’indifferenza e l’ignoranza reciproca può portare solo alla sfiducia e purtroppo anche al conflitto».

Le religioni per il clima. Si è pregato questa mattina nella basilica cattedrale di Saint-Denis. Si è meditato secondo le diverse tradizioni – ebrea, cristiane, musulmana, sikh, indù, buddista. Una invocazione dalle voci e nelle lingue più diverse ma unanime per chiedere d’infondere nei leader politici che lunedì arriveranno a Parigi per la Conferenza sul clima «il coraggio e la forza di cambiare il destino del nostro pianeta».