Mare

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«Far sbarcare subito le 42 persone a bordo della nave Sea-Watch 3. Troverebbero immediatamente posto nelle comunità cattoliche e protestanti e lavoro in 50 Comuni tedeschi»: questa la proposta e l'appello lanciato oggi da Paolo Naso, della Federazione Chiese evangeliche italiane (Fcei) all'aeroporto di Fiumicino, durante la conferenza stampa in occasione dell'arrivo di 77 richiedenti asilo siriani dal Libano, tra cui un trentina di bambini, tramite i corridoi umanitari promossi insieme alla Comunità di Sant'Egidio. 

Ricevendo stamani in udienza i partecipanti all'Incontro per cappellani e volontari dell'Apostolato del Mare, papa Francesco li ha invitati ad impegnarsi contro lo sfruttamento che a volte tocca la vita di marittimi e pescatori. Poi ha chiesto ai cappellani del Mare di essere misericordiosi, concedendogli le stesse licenze che ha dato ai missionari della misericordia

È arrivata l'estate e come ogni anno la ricerca della meta perfetta in cui trascorrere le vacanze è al primo posto nella lista delle cose da fare. C'è chi preferisce il mare e chi la montagna. C'è invece chi preferisce approfittare delle vacanze estive per visitare quelle città che da tempo sono scritte nella lista dei desideri. In genere non c'è una meta preferita.

«I profughi in mare vanno soccorsi, salvati e integrati, privilegiando i corridoi umanitari». Lo ribadisce Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23) che chiede alla maggioranza di governo di rivedere il decreto sicurezza-bis.

Considera «illegittima» la direttiva del ministero dell’Interno l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) in una nota diffusa, relativa all’intimazione a non entrare in acque territoriali italiane all’equipaggio della Sea Watch 3 con a bordo 65 naufraghi in fuga dalla Libia.

Da diverse ore non si hanno più notizie di una imbarcazione con una cinquantina di persone a bordo, tra cui donne e bambini, che avevano contattato il numero di Alarm phone, il servizio telefonico (che fa capo ad un movimento di volontari indipendente) a cui molti migranti durante la traversata inviano richieste di soccorso quando sono in difficoltà, segnalando la loro posizione tramite GPS.