Mare

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«Invertire la politica dell'immigrazione da difensiva a propositiva. Corridoi umanitari per le popolazioni in guerra; progetti di aiuto alle nazioni interessate dell'Africa». È quanto propone in una lettera aperta al ministro Matteo Salvini don Vinicio Albanesi, presidente della Fondazione «Caritas in veritate» e della Comunità di Capodarco.

(Bruxelles) «La decisione che i porti libici non siano sicuri è una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo quindi è una valutazione puramente giuridica e sulla quale non c'è decisione politica da prendere». È stato l'Alto Rappresentante dell'Unione europea Federica Mogherini ad affermarlo, parlando ai giornalisti dopo il Consiglio per gli affari esteri a Bruxelles.

L'hanno chiamata «T.Fortuna» proprio per la buona sorte che ha favorito il suo ritrovamento ad Ansedonia il 13 marzo scorso. E oggi T. Fortuna, giovanissimo esemplare di caretta caretta di 3 anni, è stata restituita al suo mare dopo quattro mesi di ricovero presso il centro di primo soccorso Tartanet del Parco regionale della Maremma

Oltre 600 persone, tra cui neonati e bambini, sono annegate o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale nelle ultime 4 settimane soltanto. Di questi, almeno 410 sono morti in acque internazionali tra Malta, Italia e Libia. Sono i numeri forniti oggi da Medici senza frontiere in una nota nella quale viene spiegato che «queste tragedie, che rappresentano la metà delle morti in mare nel 2018, sono avvenute mentre non c'erano più navi di soccorso delle organizzazioni non governative (Ong) attive nel Mediterraneo».

Il 29 giugno, almeno 100 persone sono morte dopo che una barca che trasportava circa 123 rifugiati è affondata al largo della costa di Tajoura in Libia. A darne notizia, aggiornando il bilancio precedentemente comunicato, è l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in una nota nella quale si dice «profondamente addolorata per l'ultima tragedia avvenuta nel Mar Mediterraneo».