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Ci vorranno circa tre giorni perché i 629 migranti (tra cui donne incinta e un centinaio di minori non accompagnati), soccorsi in mare lo scorso sabato 9 giugno, possano raggiungere a bordo della Aquarius il porto di Valencia. Lo comunica l'Ong Sos Mediterranée.

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) esprime forte preoccupazione «per la gestione irresponsabile della situazione dei migranti a bordo dell'Aquarius che ha ritardato l'individuazione di un porto sicuro, mettendo potenzialmente a rischio la vita stessa delle persone».

Non si è ancora risolto il braccio di ferro tra i governi di Italia e Malta per lo sbarco dell'Aquarius, nave da ricerca e soccorso dell'ong Sos Méditerranée con 629 migranti provenienti dal Nord Africa a bordo, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Centro Astalli, «no a trattative politiche o dispute tra governi sulla vita dei migranti».

«È inaccettabile la strage di sei bambini, annegati nel mare Egeo insieme a tre adulti che li accompagnavano, nell'ennesimo viaggio della speranza finito in tragedia. Occorre che l'Europa superi le sue sterili divisioni e affronti il fenomeno dell'immigrazione con una politica che coniughi umanità e sicurezza». Lo afferma con una nota la Comunità di Sant'Egidio evidenziando l'ennesimo naufragio in cui hanno perso la vita adulti e minori. 

«Mentre gli Stati europei hanno aumentato le misure per controllare l’accesso ai loro territori, chi cercava protezione internazionale in Europa ha compiuto viaggi ancora più pericolosi, attraverso contrabbandieri o percorsi alternativi, per raggiungere le destinazioni agognate». È quanto si legge sulle pagine del rapporto «Viaggi disperati», appena pubblicato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). 

(Bruxelles) «A gennaio sono stati individuati 8.300 immigrati irregolari sulle quattro principali rotte migratorie verso l’Ue, in calo del 7% rispetto a un anno fa». Una nota di Frontex pubblicata oggi fa il punto sugli arrivi nel mese scorso in relazione a Mediterraneo centrale, occidentale, orientale e Balcani occidentali.