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È finalmente approdata nel porto di Valencia la nave dell'Aquarius con a bordo un carico di storie drammatiche di fuga e morte. C'è chi ha rischiato di morire nel Mediterraneo e chi lo ha fatto per fuggire dall'elettrochoc dei torturatori libici. Chi è scappato per proteggere i figli e chi se ne è andato perché non aveva più nessuno con cui stare, a soli 11 anni. 

La politica dei «porti chiusi» espressa dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, «è condivisa da una netta maggioranza: il 59% apprezza la scelta, contro un 24% che ritiene non si possa rifiutare lo sbarco dei migranti e un 17% che non si esprime». Lo scrive Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, pubblicando oggi sul «Corriere della Sera» i dati dell’ultimo sondaggio effettuato.

L'arcidiocesi di Valencia, in Spagna, è disposta ad accogliere fino a 200 persone della nave Aquarius in abitazioni, centri, collegi, parrocchie o famiglie. Il cardinale Antonio Cañizares Llovera ha costituito per l'occasione un gruppo di coordinamento per mobilitare tutte le risorse disponibili nella diocesi per assistere i migranti nei bisogni di base, educazione e promozione umana.

«Come cittadini e cristiani siamo esterrefatti e indignati della decisione del ministro degli interni Matteo Salvini, che impedisce alla nave Aquarius di portare in salvo nei porti italiani 629 migranti salvati in acque territoriali libiche». Comincia così la lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dalla Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi), dal Segretariato unitario di animazione missionaria (Suam) e dalla Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato (Gpic) della Cimi. 

Ci vorranno circa tre giorni perché i 629 migranti (tra cui donne incinta e un centinaio di minori non accompagnati), soccorsi in mare lo scorso sabato 9 giugno, possano raggiungere a bordo della Aquarius il porto di Valencia. Lo comunica l'Ong Sos Mediterranée.

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) esprime forte preoccupazione «per la gestione irresponsabile della situazione dei migranti a bordo dell'Aquarius che ha ritardato l'individuazione di un porto sicuro, mettendo potenzialmente a rischio la vita stessa delle persone».

Non si è ancora risolto il braccio di ferro tra i governi di Italia e Malta per lo sbarco dell'Aquarius, nave da ricerca e soccorso dell'ong Sos Méditerranée con 629 migranti provenienti dal Nord Africa a bordo, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Centro Astalli, «no a trattative politiche o dispute tra governi sulla vita dei migranti».

«È inaccettabile la strage di sei bambini, annegati nel mare Egeo insieme a tre adulti che li accompagnavano, nell'ennesimo viaggio della speranza finito in tragedia. Occorre che l'Europa superi le sue sterili divisioni e affronti il fenomeno dell'immigrazione con una politica che coniughi umanità e sicurezza». Lo afferma con una nota la Comunità di Sant'Egidio evidenziando l'ennesimo naufragio in cui hanno perso la vita adulti e minori.