Mare

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Il 2016 si avvia a diventare l’anno con il più alto numero di morti: più di 4.200 rifugiati e migranti hanno perso la vita – durante viaggi pericolosi – nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Finora quest’anno quasi 160mila persone sono arrivate in Italia. Lo afferma l’Unicef commentando l’ultimo naufragio al largo delle coste della Libia lo scorso mercoledì nel quale, secondo diverse fonti, alcuni bambini e donne in gravidanza sarebbero tra le 240 persone annegate nel tentativo di raggiungere le coste europee.

«Abbiamo appreso di questa tragedia durante i lavori del Migramed. Una tragica coincidenza che conferma la nostra preoccupazione per quanto sta accadendo nel Mediterraneo». Così Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana, commenta al Sir il naufragio di un’imbarcazione con 600 migranti partita dall’Egitto, con decine di vittime finora accertate ma si teme che i morti siano molti di più.

Due bambine siriane di 8 mesi e 5 anni sono tra i cinque corpi recuperati ieri mattina nel Mar Mediterraneo dopo che una piccola barca di legno si è capovolta a circa 22 miglia al largo delle coste libiche. Secondo i 21 sopravvissuti, soccorsi da Proactiva Open Arms, a bordo viaggiavano 27 persone prima che l’imbarcazione si capovolgesse e ne lasciasse in mare 6.

Sono oltre 10.000 i controlli effettuati dai militari della Guardia costiera in Toscana dall’inizio dell’operazione Mare sicuro. L’assetto operativo di uomini e mezzi, rinforzato nel lungo weekend appena trascorso, supportato dalle sale operative dislocate sulla fascia costiera regionale e coordinate dalla Direzione marittima Livorno, ha garantito fino ad ora tutela della sicurezza in mare e sulle spiagge, reprimendo comportamenti scorretti pregiudizievoli per l’incolumità pubblica, ma anche per l’ambiente marino.