Mare

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La Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) ha dato la disponibilità al ministero dell'Interno per l'accoglienza di alcuni dei profughi della Sea-Watch che arriveranno nel nostro Paese. Alcuni andranno a Scicli, in Sicilia, dove la Federazione ha una struttura. Altri saranno collocati in strutture della diaconia valdese. Luca Negro, presidente della Fcei: «Che si tratti di corridoi umanitari o di persone salvate in mare, quello che conta è la vita umana».

Il premier di Malta, Joseph Muscat, ha annunciato che è stato raggiunto un accordo in sede europea per per ripartire i migranti delle navi Sea Watch e Sea Eye da settimane in mare con 49 persone a bordo. I migranti verranno poi redistribuiti tra 8 Paesi Ue, tra cui l'Italia. La portavoce di Sea Watch: contenti per la decisione, ma 20 giorni in mare sono troppi.

«Da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di Ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai Leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone». È l'appello rivolto dal Papa al termine dell'Angelus di ieri, solennità dell'Epifania, al quale - secondo la Gendarmeria vaticana - hanno partecipato 60mila persone.

18 organizzazioni chiedono «con urgenza all'Italia e agli altri Stati membri dell'Unione europea di attivarsi senza ulteriori tentennamenti affinché i 49 migranti da giorni bloccati in mare, tra i quali diversi minori inclusi bambini molto piccoli, possano immediatamente sbarcare in un porto sicuro». Anche i giuristi dell'Asgi denunciano l'illegittimità di negare il diritto di sbarco.

Durante il sopralluogo a Livorno, nei territori colpiti dagli allagamenti del 10 settembre dell'anno scorso, il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha annunciato lo stanziamento di altri 20 milioni per concludere quegli interventi di ripristino e di 5 per i primi interventi sul litorale di Piombino.

Medici senza frontiere (Msf) «condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo», ritenendola «una misura sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare». 

17 persone sono state trovate morte questa settimana al largo delle coste spagnole, portando a più di 2.000 il numero delle vite perse quest'anno nel Mediterraneo. La maggior parte dei decessi è stata registrata durante gli attraversamenti in direzione dell'Italia, rappresentando oltre la metà di tutti i decessi registrati quest'anno, nonostante la Spagna sia divenuta la principale destinazione dei nuovi arrivi, con più di di 48.000 persone, rispetto alle circa 22.000 in Italia e alle 27.000 in Grecia. Sono le cifre rese note oggi dall'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.