Mare

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Meno pesce fresco in tavola per effetto della crisi e a risentirne sarà anche la nostra salute. La crisi fa scendere i consumi di pesce italiano (-16%) al di sotto dei limiti di guardia: ogni consumatore dovrebbe - a questo punto è d’obbligo il condizionale - consumare almeno 20 chili di pesce all’anno. Ma non è così, almeno non più.

Pubblichiamo il testo integrale dell'omelia pronunciata da Papa Francesco durante la Messa celebrata sull'isola di Lampedusa, in occasione del suo primo viaggio pastorale, lunedì 8 luglio 2013.

Monsignor Mariano Crociata suggerisce una rilettura del gesto compiuto oggi da Papa Francesco, a partire dal suo straordinario coinvolgimento personale: «Con la sua sensibilità ha mostrato cosa significa non diventare preda dell’indifferenza». Ed ancora: «Invita ad andare oltre tutti gli schemi, i preconcetti e tutte le abitudini, per vedere la nuda umanità e la cruda sofferenza che tocca tutti, al di là delle appartenenze e degli interessi politici».

(Lampedusa) - Una visita «estremamente positiva: il Papa ha dato al mondo una testimonianza. Lui spera che resti»: questo il bilancio di padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, incontrando poco fa i giornalisti nella sala stampa allestita davanti al campo sportivo di Lampedusa, dove oggi si è celebrata la messa con 10mila persone accertate.

Ho sentito che dovevo venire quando ho saputo dei drammi, dei morti in mare. Così si è presentato Papa Francesco oggi a Lampedusa. Dobbiamo contrastare la cultura del benessere che ci rende insensibili alle grida degli altri e che ci porta alla globalizzazione dell'indifferenza. Lo ha detto nell'omelia della Messa, con voce sommessa. Di fronte alle notizie dei tanti, troppi morti, ha detto il Papa, ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta. E dobbiamo chiedere a Dio di cancellare l'indifferenza che ci rende tutti come Erode che uccide i bambini, anche chi prende decisioni socio-economiche che sono all'origine di questi drammi.

(Lampedusa) - «Quest'isola è lampada accesa perché non si pensi più in termini di emergenza o di semplice accoglienza, ma a promuovere politiche adeguate di giustizia e di rispetto di ogni vita umana». Sono le parole di monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, nel suo saluto al Papa al termine della liturgia penitenziale, davanti alla statua della Madonna di Porto Salvo, tanto venerata dai lampedusani.

«La decisione di recarsi a Lampedusa conferma dunque ancora una volta l'attenzione del Santo Padre al fenomeno immigratorio. Un richiamo ai grandi temi della giustizia e della pace, che si impastano nel quotidiano con la responsabilità personale e l'impegno di ognuno»: il presidente e il direttore di Caritas Italiana, mons. Giuseppe Merisi e don Francesco Soddu, accolgono «con soddisfazione e riconoscenza» l'annuncio della visita di papa Francesco a Lampedusa, l'8 luglio prossimo.

Lunedì 8 luglio Papa Francesco arriverà poco dopo le ore 9, raggiungerà quindi Cala Pisana da dove s'imbarcherà per raggiungere via mare il Porto dell'isola. Al largo, lancerà in mare una corona di fiori in ricordo di quanti hanno perso la propria vita in mare. Alle 10 è prevista la Messa nel campo sportivo «Arena». Per monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, «la scelta di Lampedusa, come primo viaggio, è un messaggio forte». Il parroco, don Stefano Nastasi: «È un sogno che diventa realtà»