Mare

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«Tra gennaio e giugno del 2019, lungo la rotta del Mediterraneo centrale ha perso la vita una persona ogni 6 arrivate in salvo in Italia, rispetto ad una ogni 18 nello stesso periodo dello scorso anno». Lo afferma l'Unhcr Italia, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, nel diffondere i dati aggiornati su morti e dispersi nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste europee dall'Africa e dal Medio Oriente.

Papa Francesco, nell'omelia della Messa celebrata stamani in San Pietro, nel sesto anniversario della sua visita a Lampedusa, ha sottolineato che i migranti «sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata» e ha ricordato i «violentati nei campi di detenzione», che «sfidano le onde di un mare impietoso». Sono solo alcuni degli ultimi «che Gesù ci chiede di amare e rialzare».

«Far sbarcare subito le 42 persone a bordo della nave Sea-Watch 3. Troverebbero immediatamente posto nelle comunità cattoliche e protestanti e lavoro in 50 Comuni tedeschi»: questa la proposta e l'appello lanciato oggi da Paolo Naso, della Federazione Chiese evangeliche italiane (Fcei) all'aeroporto di Fiumicino, durante la conferenza stampa in occasione dell'arrivo di 77 richiedenti asilo siriani dal Libano, tra cui un trentina di bambini, tramite i corridoi umanitari promossi insieme alla Comunità di Sant'Egidio. 

Ricevendo stamani in udienza i partecipanti all'Incontro per cappellani e volontari dell'Apostolato del Mare, papa Francesco li ha invitati ad impegnarsi contro lo sfruttamento che a volte tocca la vita di marittimi e pescatori. Poi ha chiesto ai cappellani del Mare di essere misericordiosi, concedendogli le stesse licenze che ha dato ai missionari della misericordia