Mare

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(da Panama) «Se non si riscopre il concetto di umanità e la logica del Samaritano, per cui l'altro che sta ai margini della strada per un motivo o per un altro è un altro me stesso e ha le stesse necessità umane che ho io, non si risolveranno mai i problemi: né con leggi più strette né con leggi più larghe. L'umanità: l'altro è un altro me stesso». Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, commenta al Sir quanto sta succedendo sulla vicenda dei migranti anche dopo la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto.

«Come sono cattivi, spietati e disumani i commenti delle solite bocche di fuoco che questa mattina sono tornate a vomitare sui quotidiani parole offensive nei confronti dei morti annegati». Lo scrive il presidente di Pax Christi, mons. Giovanni Ricchiuti, in una lettera, dal titolo «Com'è profondo il mare», relativa al recente naufragio davanti alle coste libiche in cui hanno perso la vita 117 migranti. 

Caritas Europa è «profondamente preoccupata per la crescente criminalizzazione delle Ong e degli aiuti umanitari. Invece di essere applaudite per aver colmato il vuoto lasciato dai governi nel sostegno ai rifugiati, le Ong vengono demonizzate e criminalizzate con false argomentazioni che giocano con la paura della gente. Questo approccio è vergognoso, non rispetta i valori dell’Ue e va fermato». 

La Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) ha dato la disponibilità al ministero dell'Interno per l'accoglienza di alcuni dei profughi della Sea-Watch che arriveranno nel nostro Paese. Alcuni andranno a Scicli, in Sicilia, dove la Federazione ha una struttura. Altri saranno collocati in strutture della diaconia valdese. Luca Negro, presidente della Fcei: «Che si tratti di corridoi umanitari o di persone salvate in mare, quello che conta è la vita umana».

Il premier di Malta, Joseph Muscat, ha annunciato che è stato raggiunto un accordo in sede europea per per ripartire i migranti delle navi Sea Watch e Sea Eye da settimane in mare con 49 persone a bordo. I migranti verranno poi redistribuiti tra 8 Paesi Ue, tra cui l'Italia. La portavoce di Sea Watch: contenti per la decisione, ma 20 giorni in mare sono troppi.