Mare

Ultimi contenuti per il percorso 'Mare'

«Da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di Ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai Leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone». È l'appello rivolto dal Papa al termine dell'Angelus di ieri, solennità dell'Epifania, al quale - secondo la Gendarmeria vaticana - hanno partecipato 60mila persone.

18 organizzazioni chiedono «con urgenza all'Italia e agli altri Stati membri dell'Unione europea di attivarsi senza ulteriori tentennamenti affinché i 49 migranti da giorni bloccati in mare, tra i quali diversi minori inclusi bambini molto piccoli, possano immediatamente sbarcare in un porto sicuro». Anche i giuristi dell'Asgi denunciano l'illegittimità di negare il diritto di sbarco.

Durante il sopralluogo a Livorno, nei territori colpiti dagli allagamenti del 10 settembre dell'anno scorso, il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha annunciato lo stanziamento di altri 20 milioni per concludere quegli interventi di ripristino e di 5 per i primi interventi sul litorale di Piombino.

Medici senza frontiere (Msf) «condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo», ritenendola «una misura sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare». 

17 persone sono state trovate morte questa settimana al largo delle coste spagnole, portando a più di 2.000 il numero delle vite perse quest'anno nel Mediterraneo. La maggior parte dei decessi è stata registrata durante gli attraversamenti in direzione dell'Italia, rappresentando oltre la metà di tutti i decessi registrati quest'anno, nonostante la Spagna sia divenuta la principale destinazione dei nuovi arrivi, con più di di 48.000 persone, rispetto alle circa 22.000 in Italia e alle 27.000 in Grecia. Sono le cifre rese note oggi dall'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Una elaborazione di Greenpeace effettuata su immagini satellitari rivela che la contaminazione di idrocarburi rilasciati dalla collisione tra il portacontainer Virginia e il traghetto Ulysses, circa trenta chilometri a nord ovest di Capo Corso, in pieno Santuario dei Cetacei, riguarda ormai un'area superiore ai 100 chilometri quadrati. Le immagini mostrano infatti che l'area interessata dalla contaminazione è passata dai circa 88 chilometri quadrati dell'8 ottobre ai 104 chilometri quadrati di ieri, 9 ottobre.