Mare

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«Al di là della grandissima attenzione e dedizione e dispendio di energie del personale è una condizione oggettivamente inaccettabile». Lo afferma Daniel De Robert, capo delegazione della visita alla nave Diciotti del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà, che ha inviato due informative alle procure di Agrigento e Catania. «Non si possono usare ricatti - ribadisce - Le persone sono dei fini e non dei mezzi».

La dolorosa vicenda della nave militare Diciotti che da giorni è ferma nel porto di Catania senza poter far sbarcare 177 migranti raccolti in mare, tra cui 29 minorenni non accompagnati mobilita il mondo cattolico. Da Centro Astalli, Caritas, Sant'Egidio, Focolari, Acli e Comunità Papa Giovanni XXIII la richiesta di permettere lo sbarco immediato dei migranti. Sulla stessa linea la Diocesi di Catania.

«Ben venga la ricerca di accordi vincolanti a livello continentale, ma intanto le persone si soccorrono e si accolgono. È questo il dovere della politica, ma è anche il compito di un popolo che ha dimostrato tante volte la sua vocazione all’ ospitalità». È quanto si legge in una nota congiunta firmata da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e da don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, sulla situazione della Nave Diciotti con 177 persone a bordo, arrivata ieri sera al porto di Catania ma alla quale non è stato concesso di sbarcare. 

«La nave Aquarius, gestita in collaborazione da Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere (Msf), ha ricevuto autorizzazione formale dalle autorità maltesi a entrare nel porto di La Valletta». Lo annuncia con una nota Msf che si dice «sollevata» dall’aver ricevuto un porto sicuro per sbarcare le 141 persone vulnerabili soccorse nel Mediterraneo.