Terremoti

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“Da Amatrice può venire qualcosa di buono?”: ha usato le parole di Natanaele – “Da Nazareth può venire qualcosa di buono?” – mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, per denunciare le gravi condizioni in cui versano le popolazioni terremotate a quattro anni dal sisma (24 agosto 2016) che devastò il Centro Italia e che spazzò via interi centri abitati come Accumoli e Amatrice. 

“Nella triste ricorrenza del quarto anno dal gravissimo terremoto che provocò nell’Italia Centrale più di trecento vittime e oltre quarantamila sfollati, desidero ancora una volta esprimere ai cittadini di Amatrice, Accumuli, Arquata, Pescara del Tronto e delle altre zone colpite, vicinanza e solidarietà. Il pensiero che si rinnova va, anzitutto, alle vittime e ai loro familiari. E ai tanti che hanno perduto casa o lavoro – e spesso entrambi – in quella notte drammatica”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del quarto anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 fece tremare il Centro Italia, causando morte e distruzione.

Duecentotrentanove colpi di gong a scandire, ognuno, i nomi delle vittime, in un silenzio assordante fino ad arrivare a quelle fatidiche 3.36, l’ora del sisma del 24 agosto 2016. E poi dei versi, “Amatrice non molla, vuole ancora volare”. È cominciata così, nel campo di calcio di Amatrice, la veglia di preghiera in ricordo delle vittime del terremoto e terminata con la deposizione di lumini al memoriale nel parco don Minozzi. 

Una violenta scossa di terremoto di magnitudine 7,5 ha colpito nella mattinata di ieri il Messico sudoccidentale. L’epicentro è stato localizzato nello Stato dell’Oaxaca, non lontano da Santa Maria Zapotitlán. Sei le vittime accertate e scongiurato il rischio tsunami. Ingenti i danni, che in gran parte non sono ancora stati quantificati. Il terremoto è stato avvertito, in modo forte, a Città del Messico e in gran parte del Centroamerica.

“È avvenuta una magia, oltre la mia più sfrenata fantasia e adesso non so che dire”: Edi Rama, primo ministro dell’Albania, ha ripreso la parola al termine della conferenza internazionale dei donatori “Insieme per l’Albania”, organizzata dall’Unione europea per sostenere la ricostruzione dopo il terremoto del novembre scorso e che si è svolta oggi a Bruxelles. 

Don Stefano Ulivi, parroco di san Silvestro a Barberino di Mugello, racconta i giorni trascorsi dopo il terremoto del 9 dicembre scorso. La Messa nella notte di Natale, con il cardinale Betori, è stato un momento importante: «La chiesa è inagibile, ma abbiamo la Chiesa con la C maiuscola, siamo una comunità che si ritrova, e nella palestra per Natale eravamo Chiesa ed eravamo la Chiesa fiorentina».

Sono tornate a suonare le campane dal campanile di Barberino di Mugello, dopo il terremoto che lo scorso 9 dicembre aveva lesionato gravemente la pieve e la canonica, oltre a costringere molte famiglie a lasciare la loro abitazione. «Sentire di nuovo il suono delle campane è una bella soddisfazione per la comunità» sottolinea il parroco, don Stefano Ulivi.

Il Natale porta una parola di speranza di cui  "abbiamo particolare bisogno in questa terra del Mugello, segnata dal terremoto. Il timore segna ancora i nostri cuori, e questo è naturale, ma non dobbiamo lasciarci vincere dalla paura". Sono le parole del cardinale Giuseppe Betori durante la Messa a Barberino, nella palestra della scuola che nei giorni scorsi aveva ospitato le persone rimaste senza casa.