Terremoti

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Circa 3.000 morti, 9.000 feriti, 300.000 senza tetto: dietro queste cifre altrettante storie interrotte, lacerate, cambiate per sempre con il terremoto che colpì Campania, in particolar modo l'Irpinia, e Basilicata il 23 novembre 1980. I comuni danneggiati furono 280, i paesi rasi al suolo 36. Molte le diocesi coinvolte o quantomeno interessate. L’area colpita misurava 27mila chilometri quadrati, tre volte quella del sisma in Friuli nel 1976. Le parole del Papa all'Angelus di domenica 22 novembre, della Caritas Italiana e di tre vescovi le cui diocesi furono coinvolte nel dramma

Il 30 ottobre 2016 ci fu la scossa di terremoto più forte mai registrata in Italia dopo quella del 1980 in Irpinia. In questa occasione Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) presenta un brevetto per realizzare edifici ex novo “a danno zero” e per ricostruire in sicurezza i centri storici, sviluppato in collaborazione con Tekva, azienda toscana che opera in Italia e all’estero nel mercato delle opere civili. 

“Da Amatrice può venire qualcosa di buono?”: ha usato le parole di Natanaele – “Da Nazareth può venire qualcosa di buono?” – mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, per denunciare le gravi condizioni in cui versano le popolazioni terremotate a quattro anni dal sisma (24 agosto 2016) che devastò il Centro Italia e che spazzò via interi centri abitati come Accumoli e Amatrice. 

“Nella triste ricorrenza del quarto anno dal gravissimo terremoto che provocò nell’Italia Centrale più di trecento vittime e oltre quarantamila sfollati, desidero ancora una volta esprimere ai cittadini di Amatrice, Accumuli, Arquata, Pescara del Tronto e delle altre zone colpite, vicinanza e solidarietà. Il pensiero che si rinnova va, anzitutto, alle vittime e ai loro familiari. E ai tanti che hanno perduto casa o lavoro – e spesso entrambi – in quella notte drammatica”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del quarto anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 fece tremare il Centro Italia, causando morte e distruzione.

Duecentotrentanove colpi di gong a scandire, ognuno, i nomi delle vittime, in un silenzio assordante fino ad arrivare a quelle fatidiche 3.36, l’ora del sisma del 24 agosto 2016. E poi dei versi, “Amatrice non molla, vuole ancora volare”. È cominciata così, nel campo di calcio di Amatrice, la veglia di preghiera in ricordo delle vittime del terremoto e terminata con la deposizione di lumini al memoriale nel parco don Minozzi. 

Una violenta scossa di terremoto di magnitudine 7,5 ha colpito nella mattinata di ieri il Messico sudoccidentale. L’epicentro è stato localizzato nello Stato dell’Oaxaca, non lontano da Santa Maria Zapotitlán. Sei le vittime accertate e scongiurato il rischio tsunami. Ingenti i danni, che in gran parte non sono ancora stati quantificati. Il terremoto è stato avvertito, in modo forte, a Città del Messico e in gran parte del Centroamerica.

“È avvenuta una magia, oltre la mia più sfrenata fantasia e adesso non so che dire”: Edi Rama, primo ministro dell’Albania, ha ripreso la parola al termine della conferenza internazionale dei donatori “Insieme per l’Albania”, organizzata dall’Unione europea per sostenere la ricostruzione dopo il terremoto del novembre scorso e che si è svolta oggi a Bruxelles.