Arte

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Il Museo d’Arte Sacra «Don Roberto Corvini» di Abbadia San Salvatore, dopo la recente e definitiva ristrutturazione conclusa nel 2017, intende non solo valorizzare i preziosi oggetti presenti nelle sale espositive ma ha avviato anche progetti di esposizioni temporanee ed eventi di alto livello. Il direttore del museo Paolo Castrini ed il parroco don Giampaolo Riccardi, unitamente ad un comitato promotore, hanno ideato un ciclo espositivo denominato «Il Sacro nell’Arte Contemporanea». L’intento di questa iniziativa è tentare di riannodare il rapporto ai massimi livelli tra i luoghi sacri e le eccellenze contemporanee nel controverso e difficile contesto dell’arte sacra.

Un Novecento intenso e tormentato per il culto di Leonardo da Vinci. Ne dà conto in maniera approfondita la mostra documentaria «Il Leonardo di Giorgio Castelfranco e il culto nel genio nel Novecento» allestita a Casa Siviero a Firenze. È il risultato originale di un’accurata ricerca dove si ricostruisce le vicende critiche ed espositive che hanno visto protagonista Leonardo nel secolo scorso: prima emblema del roboante orgoglio nazionalistico del regime fascista e poi finalmente restituito alla verità di scienziato e inventore anche grazie agli studi di Giorgio Castelfranco e alla grande mostra didattica - dal carattere fortemente divulgativo - da lui organizzata nel  1952 a Roma, una sorta di pietra miliare della cultura espositiva.

Torna fruibile la sala che ospita gli stemmi di tutti i municipi toscani danneggiata dall’alluvione del 2017. Il restauro è stato possibile grazie all’intervento stanziato dal Consiglio regionale. Cerimonia con il presidente dell’Assemblea e il Gonfalone della Regione. Oggi l'offerta dell'olio da parte delle Diocesi toscane.

Il Museo dell’Opera del Duomo, restaurato recentemente, è un grande e moderno luogo espositivo con sale scenografiche che ospitano grandi capolavori: oltre 750 opere per 720 anni di storia. Nel museo troviamo riprodotta a grandezza naturale l’antica facciata del Duomo e i numerosi progetti per la sua ricostruzione realizzati dalla fine del Cinquecento fino all’attuale facciata ottocentesca. Nel museo sono conservati i rilievi e le statue originali del Campanile di Giotto, le porte in bronzo del Battistero del Ghiberti, le sculture di Arnolfo di Cambio e quelle di Donatello, oltre alla Pietà Bandini di Michelangelo, un tempo esposta all’interno della cattedrale.

La mostra allestita a Palazzo Strozzi (Firenze) è dedicata ad uno dei più grandi maestri del Rinascimento fiorentino, Andrea Verrocchio, nella cui bottega, attiva nella seconda metà del Quattrocento, si formarono grandi artisti, fra cui Leonardo da Vinci. L’esposizione ospita oltre 120 fra dipinti, sculture e disegni provenienti dai più importanti musei e collezioni del mondo. Si possono ammirare i capolavori di Verrocchio e le opere capitali dei maggiori artisti del secondo Quattrocento, Botticelli, Perugino e Ghirlandaio. La mostra permette di ricostruire la formazione di Leonardo e la produzione artistica fiorentina all’epoca di Lorenzo il Magnifico.

Insieme visitiamo due delle più antiche chiese di Firenze, entrambe ricche di storia, opere d’arte e tradizioni. Una leggenda vuole che la chiesa di Santi Apostoli sia stata fondata da Carlo Magno e dal suo paladino Orlando, in seguito la sua storia si legò alla festa dello scoppio del carro, oggi l’interno della chiesa conserva il fascino dell’architettura romanica arricchita da alcuni capolavori del Rinascimento. La Chiesa di Santa Felicita fu fondata addirittura fra il IV e il V secolo, da mercanti siriani di lingua greca, al suo interno si trovano la bellissima cappella Capponi decorata dal Pontormo e il passaggio del Corridoio Vasariano fatto fare dalla famiglia Medici.

«Leonardo da Vinci nell'arte di Giuliano Ghelli» è il titolo della mostra allestita presso la sede di Villa Arrivabene a Firenze. La mostra, curata da Simone Teschioni in programma fino al 19 maggio, ha lo scopo di approfondire il legame e la forte ispirazione che il genio vinciano ha da sempre suscitato nell'immaginario e nel percorso d’artista di Ghelli, riscontrabile dagli anni ’90 fino ai suoi lavori più recenti.