Arte

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Un percorso speciale «in rosa», tra spiritualità, genio e potere. Un percorso originale e poco conosciuto che racconta storie di donne speciali, coraggiose interpreti del tempo in cui hanno vissuto. «Santa Croce in rosa», è un progetto di ricerca condotto dall’Opera di Santa Croce a Firenze e dalla Fondazione Advancing Women Artists che si è concretizzato in una pubblicazione e nell’individuazione di un percorso di visita che vale la pena di scoprire. Magari proprio in occasione dell’8 marzo, ricordando che l’ingresso al complesso è sempre gratuito per le persone che risiedono nel territorio della Città metropolitana.

I venti arazzi che raccontano le storie di Giuseppe, serie voluta dal duca Cosimo I de' Medici e tessuta tra il 1545 e il 1553 su disegno di tre dei maggiori artisti dell'epoca, Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati, torna in esposizione a Firenze nel luogo dove era stata pensata, la sala dei Duecento di Palazzo Vecchio, l'antica aula consiliare della città.

Il museo degli Innocenti ha riaperto al pubblico dopo tre anni di restauri. Primo istituto dedicato all’accoglienza dei bambini abbandonati dalla famiglia d’origine, venne edificato grazie al lascito testamentario del ricco mercante pratese, Francesco Datini. Fu Filippo Brunelleschi a progettarlo secondo i canoni dell’architettura modulare, creando, nel loggiato d’ingresso, forme assolutamente razionali e armoniose. Oggi, in un percorso dove si intrecciano arte e storia, il museo racconta le vicende di tanti bambini che qui sono stati accolti e cresciuti, le sale ospitano una ricca pinacoteca con alcuni capolavori del Rinascimento fra cui le opere di Domenico Ghirlandaio, Andrea della Robbia e Sandro Botticelli, mentre la terrazza all’ultimo piano offre una vista mozzafiato sulla città. 

Poco visitata dai turisti, la chiesa di San Salvatore a Ognissanti, a Firenze, conserva importanti capolavori del Medioevo e del Rinascimento e vanta una storia molto lunga. Fondata dai frati umiliati nel XIII secolo, al suo interno si trovano custoditi il crocifisso di Giotto, gli affreschi di Botticelli e Ghirlandaio, la tomba dello stesso Botticelli e quella della donna fiorentina più bella e amata del Rinascimento, Simonetta Cattaneo Vespucci. Oltre alla chiesa si visita il refettorio del convento dove si trova il grande Cenacolo affrescato dal Ghirlandaio nel 1480.

L’Associazione artistica culturale «Dalle terre di Giotto e dell’Angelico» e il Comune di Vicchio presentano alla Casa di Giotto a Vespignano la mostra collettiva dal titolo «Donne: corpo, anima e mente». La collettiva di pittura, scultura, arazzo, fotografia e scrittura, tutta al femminile, è dedicata a Artemisia Gentileschi, pittrice caravaggesca del XVII secolo. La mostra, che viene inaugurata domenica 24 febbraio, resta aperta fino al 10 marzo.