Arte

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Boom di visitatori e incassi nel 2018 alle Gallerie degli Uffizi di Firenze: il complesso museale fiorentino, che raccoglie la celebre galleria vasariana, la reggia medicea di Palazzo Pitti e il giardino di Boboli, cresce del 6% rispetto al 2017 per quanto riguarda le presenze e del 50,5% per gli introiti. Sono alcuni dei numeri illustrati oggi durante la conferenza stampa che il direttore Eike Schmidt ha dedicato all'andamento dell'anno appena trascorso.

La Chiesa Ortodossa Russa della Natività fu fondata alla fine dell’XIX secolo per volontà della comunità russa di Firenze, in un quartiere formatosi nello stesso periodo, distante dal centro storico. Contribuirono alla progettazione e alla realizzazione dell’edificio artisti russi e fiorentini, il risultato fu una chiesa in stile ecclettico, dal sapore esotico, con esuberanze ornamentali e coloristiche. L’edificio, secondo il tipo delle chiese russe settentrionali, si sviluppa su due piani: la chiesa inferiore più fresca, usata in estate, e quella superiore usata in inverno. L’esterno è caratterizzato da tre brillanti e colorate cupolette a cipolla, l’intero è ricco di icone, arredi e affreschi variopinti, dove le immagini sacre si mischiano sapientemente a decorazioni di carattere floreale e ad arabeschi orientaleggianti.

Fantasia creativa, realismo, umiltà. Queste le parole d'ordine di un buon adeguamento liturgico delle cattedrali. A proporle è mons. Roberto Filippini, vescovo di Pescia (Pistoia), portando alla giornata di studio in corso a Roma per iniziativa della Cei, l'esperienza del restauro della cattedrale di Santa Maria Assunta e dell'adeguamento liturgico del suo presbiterio. 

«L'adeguamento liturgico di una cattedrale deve essere il frutto di un lavoro sinodale, di un lavoro di Chiesa». Non ha dubbi mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica, segretario generale della Conferenza episcopale italiana e presidente del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell'edilizia di culto. Contributo fino al 75% della spesa.

Il Museo di San Marco ha sede in un antico convento, che fu ricostruito in forme rinascimentali dall’architetto Michelozzo nel 1436 per conto di Cosimo il Vecchio de’Medici. Il museo conserva la più ampia collezione di opere del Beato Angelico, il Cenacolo di Domenico Ghirlandaio e molte altre opere realizzate nel corso del Rinascimento. Al piano superiore dell’edificio si trova la solenne biblioteca progettata da Michelozzo e le suggestive celle dei frati, decorate dall’Angelico e dai suoi aiuti. Fra queste si possono ammirare anche le tre celle che furono abitate da Girolamo Savonarola, al loro interno si conservano ancora alcuni cimeli posseduti dal frate. 

L’Opificio delle pietre dure fu fondato come manifattura artigianale della famiglia Medici alla fine del Sedicesimo secolo e istituito come laboratorio per la lavorazione di pietre dure di cui i Granduchi medicei erano grandi appassionati. Nasce così una nuova tecnica, tutta fiorentina, chiamata “commesso lapideo” con la quale si realizzano bellissimi intarsi con pietre semipreziose che servono a decorare la Cappella dei Principi e a realizzare numerosi manufatti e arredi di corte. Il Museo ripercorre la storia dell’Opificio fino all’Ottocento quando fu trasformato nell’attuale istituto per il restauro e in scuola di alta formazione.

La Misericordia di Firenze è la più antica d’Italia, fu fondata nel 1244 dal frate domenicano Pietro da Verona e da allora non ha mai cessato la sua attività, mettendosi concretamente al servizio del prossimo. La sua storia, che si intreccia con quella di Firenze, è lunga 775 anni. Nel 2016 è stato inaugurato un museo che, oltre a ricostruirne la storia della Misericordia con documenti e testimonianze, espone la ricca collezione di opere d’arte, costituita principalmente da dipinti realizzati fra il XV e il XX secolo, donati alla Misericordia da generosi benefattori, qui si trovano conservate opere di Santi di Tito, Benedetto da Maiano, Carlo Dolci, Annigoni e Chaplin.

La Basilica di Santa Maria Novella, a Firenze, è una chiesa dell’ordine domenicano. L’interno ha un aspetto gotico con archi a sesto acuto e vetrate istoriate, la facciata invece è rinascimentale, una delle poche facciate antiche di Firenze, progettata da Leon Battista Alberti e finanziata dal ricco mercante Giovanni Rucellai. L’interno è ricco di opere d’arte, fra cui il Crocifisso di Giotto, quello di Brunelleschi, la Trinità di Masaccio e gli affreschi di Domenico Ghirlandaio. Oltre alla chiesa si visitano il museo, il chiostro Verde con gli affreschi di Paolo Uccello e il Cappellone degli Spagnoli.

È tornato a Firenze dagli Usa, dove è stato lo scorso autunno in mostra a San Francisco, tra i protagonisti di una esposizione dedicata al Rinascimento italiano, l'Autoritratto di Raffaello. Il celeberrimo dipinto, realizzato da Sanzio nei primi anni del '500, si trova dal secolo successivo nelle raccolte degli Uffizi. Vi giunse in eredità dalla collezione Della Rovere a Urbino, nel 1631, insieme a molti altri capolavori del maestro marchigiano: da allora è rimasto nella proprietà (ed in esposizione) all'interno del complesso.