Associazioni e gruppi

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Nel 2010 il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è stato pari al 27,8%, in aumento di 2,4 punti percentuali rispetto al 2009. Si tratta, dice l’Istat, «del valore più alto dell’ultimo decennio». Nel 2001, infatti, era del 23,1%. A dicembre, secondo i dati Istat, il tasso di disoccupazione sale all’8,9% con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre e di 0,8 punti rispetto all’anno precedente. L’Istat rileva che a dicembre gli occupati sono 22.903 mila, un livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre, in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile.

«Fin dal primo incontro che ho avuto con lui, ho subito trovato una forte sintonia, anche affettiva. Mi è sembrato di ritrovare in lui qualcosa di Giorgio La Pira, quasi avesse ereditato una parte del suo spirito, un po' come Eliseo aveva ereditato una parte dello spiri-to di Elia». E' stato questo il filo conduttore dell'omelia che l'arcivescovo di Firenze, card. Ennio Antonelli, ha pronunciato stamani durante le esequie di Pino Arpioni, il fondatore dell'Opera per la Gioventù “Giorgio La Pira”, morto mercoledì scorso all'ospedale di Careggi, all'età di 79 anni.

E' morto alle 6,10 di stamani, mercoledì 3 dicembre, all'ospedale di Careggi, dove era ricoverato dal 16 ottobre, Pino Arpioni (nella foto al Villaggio La Vela con Giorgio La Pira, nel 1972), fondatore dell'Opera per la gioventù “Giorgio La Pira”. Da una decina di anni problemi di salute - aveva avuto due operazioni al cuore - lo avevano costretto a rallentare la sua attività, ma anche negli ultimi giorni di vita il suo pensiero è sempre stato rivolto ai giovani e all'Opera e ha sofferto per non aver potuto prender parte al pellegrinaggio in Terra Santa dal 5 al 9 novembre scorso, che aveva fortemente voluto. La sua salma sarà esposta a Casa Gioventù (via Gino Capponi, 28, Firenze - tel. 055-579.279) dalle 12 di giovedì 4 dicembre, mentre i funerali verranno celebrati in Cattedrale dal cardinale Ennio Antonelli, alle 9,30 di sabato 6 dicembre.

Qualcuno sostiene che quelli del Social Forum Europeo sono stati per Firenze i cinque giorni più lunghi della sua storia più recente. Una città che in passato ha saputo sempre reagire anche nelle situazioni più difficili ha prima temuto, poi trattenuto il fiato per quasi una settimana e, alla fine, si è sciolta in un sospiro di sollievo. Cinque giorni da ricordare e dei quali è questo il diario.

Social Forum, è successo anche questo...