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Il 29 aprile, alle ore 20, la Fontana di Trevi si tingerà di rosso, come mai era accaduto prima d’ora. Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) vuole ricordare così «il sangue dei tanti martiri cristiani che oggi, ancor più che nei primi secoli, sono uccisi in odio alla fede». Attraverso questa iniziativa Acs intende «richiamare l’attenzione sul dramma della persecuzione anticristiana».

«Ho visitato ogni letto, e ogni vittima di qualsiasi fede. È stato davvero difficile, perché ho visto tanti bambini di appena 4 o 5 anni, cristiani e musulmani, feriti o uccisi da questo terribile attacco». Queste le dichiarazioni di monsignor Sebastian Francis Shah, arcivescovo di Lahore, in esclusiva ad Aiuto alla Chiesa che Soffre, a seguito dell’attentato avvenuto ieri in un parco del capoluogo della provincia pachistana del Punjab, intorno alle 18.30 locali.

Dal 1° al 4 aprile Aiuto alla Chiesa che Soffre sarà ad Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno. Nell’occasione Papa Francesco ha voluto affidare alcuni paramenti sacri e un suo personale contributo finanziario per i cristiani iracheni al vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, che farà parte della delegazione, guidata dal direttore di ACS-Italia Alessandro Monteduro, assieme al vescovo di Ventimiglia-San Remo, Monsignor Antonio Suetta, e a Don Massimo Fabbri in rappresentanza dell’Arcidiocesi di Bologna.

«Quest’anno abbiamo voluto festeggiare il 19 marzo con un progetto speciale: una chiesa dedicata a san Giuseppe sarà costruita a Vélingara, nella diocesi di Kolda, nel Sud del Senegal». A dichiararlo è Alessandro Monteduro, direttore di «Aiuto alla Chiesa che soffre» Italia, associazione che, ogni anno, «finanzia la costruzione o la ricostruzione di circa 2000 tra chiese, cappelle, seminari, centri pastorali ed altri edifici religiosi».

«Siamo venuti a Roma per invitare il Santo Padre in Pakistan e lui ha accettato». Così il ministro federale per la navigazione del Pakistan, Kamran Michael, ha dichiarato ieri al fondatore dell’Associazione pakistani cristiani in Italia Shahid Mobeen, durante un incontro informale in Vaticano in occasione del quinto anniversario dell’assassinio di Shahbaz Bhatti.

«Quando dei popoli si uniscono insieme per pregare, allora perfino la realtà può essere cambiata». Con queste parole monsignor Jean Sleiman, arcivescovo di Bagdad dei latini, invita i «cristiani e gli uomini di buona volontà» di tutto il mondo a partecipare alla giornata mondiale di preghiera e digiuno per la Pace in Siria e in Iraq, promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre in occasione del prossimo mercoledì delle ceneri, 10 febbraio.

«Sosteniamo i cristiani rimasti in Iraq‏»: è questo l’invito che «Aiuto alla chiesa che soffre» (Acs) lancia per la prossima Quaresima, anticipato dalla Giornata mondiale di preghiera e digiuno per la pace in Siria e in Iraq fissata per il 10 febbraio, Mercoledì delle Ceneri e che porta  il titolo: «Porterai la loro Croce per un giorno? Nel mercoledì delle Ceneri prega e digiuna per Iraq e Siria».