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«Papa Francesco ci ricorda che i colossei oggi sono molto più numerosi e feroci di duemila anni fa». Lo ha detto il presidente di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Alfredo Mantovano, durante l’iniziativa del #ColosseoRosso organizzata dalla fondazione pontificia, che questa sera ha illuminato di rosso il Colosseo «per non dimenticare i martiri della persecuzione anticristiana nel mondo». Le parole del Segretario della Cei.

«È stato un incontro straordinario per l’emozione che ha coinvolto tutti». Il direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Alessandro Monteduro, racconta così l’udienza privata con Papa Francesco, durata 40 minuti, che ha ricevuto questa mattina Rebecca Bitrus, cristiana per due anni prigioniera di Boko Haram, in Nigeria, e il marito, Ashiq, e la figlia, Eisham, di Asia Bibi, condannata a morte in Pakistan con l’accusa di blasfemia e in carcere ormai da nove anni.

Per ricordare i cristiani perseguitati nel mondo, sabato 24 febbraio Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) colorerà di rosso il Colosseo di Roma. Contestualmente si tingeranno dello stesso colore due luoghi simbolo della recente persecuzione dei cristiani: la cattedrale di san Paolo a Mosul, in Iraq, e la chiesa maronita di sant’Elia ad Aleppo, in Siria.

«La Chiesa irachena ha salvato la vita del piccolo Wisam. La sua nascita è una prova evidente di quanto la presenza cristiana sia importante in queste terre». A raccontare la storia di questo bambino e della madre Nadia – nomi di fantasia per celarne l’identità – è Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) riportando quanto riferito da una fonte che per motivi di sicurezza preferisce rimanere anonima.

«Un messaggio di speranza e di vittoria. Isis voleva cancellare la presenza cristiana e invece i jihadisti se sono andati, mentre noi siamo tornati». Con queste parole mons. Bashar Matti Warda, arcivescovo di Erbil, ha festeggiato la riconsacrazione della chiesa di San Giorgio a Tellskuf, gravemente danneggiata e profanata dall’Isis e ricostruita grazie ad un contributo di 100mila euro da parte di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs).

Il 33 per cento delle famiglie cristiane è già rientrato a Ninive. Si tratta di 6330 famiglie cristiane delle circa 19.452 costrette a fuggire nel 2014 a seguito dell’occupazione dei loro villaggi da parte dell’Isis. In vista del prossimo Natale Acs, già impegnata nella ricostruzione delle case distrutte, ha voluto pensare espressamente ai bambini, donando loro 15mila pacchetti regalo.

Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana «Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017», presentato oggi a Milano.