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«La gente di Aleppo ha oggi maggiore fiducia e le famiglie cristiane iniziano a tornare». A dichiararlo ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) è mons. Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo e direttore di Caritas Siria, che parla anche di «clima lievemente più disteso» a causa della cessazione dei bombardamenti, motivo per cui alcune famiglie stanno facendo ritorno dal Libano e da alcune aree della Siria dove avevano trovato rifugio negli ultimi anni.

«Ci sentiamo più sicuri. I bombardamenti sono terminati. Andiamo in chiesa e ne torniamo liberamente. Mi auguro che tutte le persone scappate possano tornare nelle proprie case riedificate entro la Pasqua del prossimo anno»: è la testimonianza dalla città siriana di Aleppo, di suor Annie Demerjian, religiosa dell’Ordine delle Sorelle di Gesù e Maria, raccolta da Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre).

Un «Programma di formazione spirituale della gioventù 2017» per rispondere agli attacchi contro i cristiani in Egitto. A sostenerlo è Aiuto alla Chiesa che soffre-Italia (Acs) che in tal modo si affianca al Patriarcato copto cattolico di Alessandria d’Egitto, che nel suo «Diakonia Development Center» ha programmato per l’anno in corso una serie di incontri, seminari, conferenze e workshops indirizzati a 400 giovani laici.

Tre Chiese irachene, la siro-cattolica, la siro ortodossa e la caldea, hanno firmato oggi un decisivo Accordo nella sede dell’Arcidiocesi della Chiesa caldea di Erbil (Kurdistan iracheno) per dare vita ad un Comitato, il Niniveh Reconstruction Commitee (NRC), con il compito di pianificare e seguire la fase di ricostruzione dei villaggi cristiani della Piana di Ninive, distrutti dopo il 2014 dall’ISIS.

Lo scenario di guerra che interessa il Medio Oriente da più di dieci anni e in particolare l’impatto sulle popolazioni cristiane sarà al centro dell’interessante incontro intitolato «Quale futuro per i Cristiani in Iraq», in agenda per giovedì 15 dicembre, a partire dalle 21,30 presso l’auditorium del Seminario Vescovile di San Miniato.

L'«iper-estremismo islamico» è «un fattore chiave nel massiccio incremento del numero di rifugiati nel mondo». È uno dei dati salienti del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, presentato oggi a Roma, presso la Sala Stampa Estera, da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs).

Con una recente ordinanza, la «Pakistan Electronic Media Regulatory Authority», ente del governo pakistano, ha dichiarato illegali 11 canali televisivi cristiani che trasmettono in Pakistan in lingua urdu. Tra queste anche Catholic Tv, rete cattolica diocesana di Lahore, da 17 anni prima ed unica televisione cattolica in tutta la nazione.