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Lo scenario di guerra che interessa il Medio Oriente da più di dieci anni e in particolare l’impatto sulle popolazioni cristiane sarà al centro dell’interessante incontro intitolato «Quale futuro per i Cristiani in Iraq», in agenda per giovedì 15 dicembre, a partire dalle 21,30 presso l’auditorium del Seminario Vescovile di San Miniato.

L'«iper-estremismo islamico» è «un fattore chiave nel massiccio incremento del numero di rifugiati nel mondo». È uno dei dati salienti del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, presentato oggi a Roma, presso la Sala Stampa Estera, da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs).

Con una recente ordinanza, la «Pakistan Electronic Media Regulatory Authority», ente del governo pakistano, ha dichiarato illegali 11 canali televisivi cristiani che trasmettono in Pakistan in lingua urdu. Tra queste anche Catholic Tv, rete cattolica diocesana di Lahore, da 17 anni prima ed unica televisione cattolica in tutta la nazione.

«La diocesi di Mosul non esiste più»: è lapidario monsignor Shimoun Nona, arcivescovo emerito di Mosul, dal 2014 capitale irachena dell'Isis. Il presule caldeo ha guidato la città per oltre quattro anni, dalla fine di novembre del 2009 sino all’arrivo dell’Isis che lo ha cacciato come tutti gli altri cristiani iracheni. Il genocidio delle minoranze non è solo eliminazione fisica ma anche cancellazione della loro storia passata e futura

«Grazie di cuore. La ricostruzione di questa cattedrale è fondamentale affinché i cristiani restino ad Homs e le famiglie che negli ultimi anni hanno abbandonato la città vi facciano ritorno», così monsignor Jean Abdou Arbach, arcivescovo melchita di Homs, Hama e Yabrud, ringrazia Aiuto alla Chiesa che Soffre attualmente impegnata nel sostenere la ricostruzione della cattedrale melchita di Homs.

«Il Parlamento italiano può molto e oggi ha una occasione importante», ovvero «riconoscere che quello che sta succedendo ai cristiani in alcune parti del mondo è un vero e proprio genocidio». A chiederlo è Alfredo Mantovano che in qualità di presidente della sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che soffre, è intervenuto stamattina  alla sala stampa di Montecitorio alla presentazione del libro di Marta Petrosillo «Perseguiteranno anche voi. La testimonianza cristiana nel mondo», volume scritto per La Nuova Bussola Quotidiana.

«Simona è stata uccisa in odio alla fede e per questo abbiamo voluto ricordarla anche sostenendo i cristiani perseguitati». Così don Luca Monti, fratello della vittima, spiega la decisione di fare una donazione ad Aiuto alla Chiesa che Soffre in onore di Simona, uccisa a 33 anni assieme al bambino che portava in grembo nel tragico attentato alla Holey Artisan Bakery di Dacca, avvenuto nella notte tra il 1° e il 2 luglio scorsi.