Azione Cattolica

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«L’Azione cattolica, con i suoi 150 anni di storia, è parte significativa della memoria collettiva del passato, vive i fermenti del presente, contribuisce a costruire il futuro del Paese». Lo si legge nel «Messaggio al Paese», testo che conclude l’Assemblea nazionale dell’associazione, svoltasi dal 28 aprile al 1° maggio alla Domus Pacis di Roma, preceduta da un incontro del Forum internazionale associativo con il Papa il 27 aprile e comprendente un nuovo incontro con il Papa, in piazza San Pietro, domenica 30 aprile.

Qui per me c’è aria di famiglia: mio padre e mia nonna appartenevano alla vostra Associazione. Con queste parole Papa Francesco ha salutato i numerosi membri di Azione Cattolica Italiana, giunti in piazza San Pietro per celebrare i 150 anni di fondazione. A tutti, in un clima di festa contagiosa, il Pontefice ha chiesto di vivere all’altezza della propria storia, nel solco dei grandi esempi di santità; sempre radicati in parrocchia, che non è una “struttura caduca”; gettando “il seme buono del Vangelo nella vita del mondo, attraverso il servizio della carità, l’impegno politico – la polita grande, quella con la P maiuscola – la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale”. 

Un appello ad evitare «ogni ulteriore forma di violenza», rispettare i diritti umani e cercare «soluzioni negoziate» che ristabiliscano la pace in Venezuela. A rivolgerlo è stato il Papa, durante la preghiera mariana del Regina Coeli recitata a conclusione della festa in piazza San Pietro per i 150 anni dell’Azione Cattolica.

Papa Francesco, entrato in piazza San Pietro poco prima delle undici, ha trovato una folla variopinta di decine di migliaia di persone, che fin dalle prime ore del mattino hanno pazientemente fatto la fila prima di raggiungere l’abbraccio del colonnato del Bernini, per poi riunirsi tra preghiera e testimonianze, in festa per il traguardo dei primi 150 anni dell’associazione. Ecco una sintesi del discorso del Papa.

«Alla scuola del cuore di Cristo Gesù s’impara la pienezza della vita. S’impara a vivere in maniera riuscita», «non da gente incapace di metterci la faccia». Lo ha ricordato il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, nell’omelia della Messa con cui ha aperto oggi la seconda giornata di lavori della XVI Assemblea nazionale, in corso alla Domus Pacis di Roma.