Comunione e liberazione

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La Chiesa deve sentire l’impulso gioioso di diventare fiore di mandorlo per tutta l’umanità. Papa Francesco evoca l’immagine della primavera nell’incontro, in Piazza San Pietro, con Comunione e Liberazione nel decimo anniversario della morte del fondatore don Luigi Giussani e a 60 anni dalla nascita del movimento. Papa Bergoglio evidenzia che la chiamata di Giussani nasceva dall’incontro con Gesù, colui che ci precede sempre, “il fiore di mandorlo” che fiorisce prima e annuncia che l’inverno è finito. Un incontro che nasce dall’abbraccio della misericordia e la Chiesa ha il compito di manifestarla, uscendo verso le periferie dell’esistenza.

Chiesa «in uscita» significa «respingere l'autoreferenzialità, in tutte le sue forme», «saper ascoltare chi non è come noi, imparando da tutti, con umiltà sincera». Lo ha detto Papa Francesco (testo integrale), stamani, ai 60 mila membri di Comunione e Liberazione riuniti in piazza San Pietro per l'udienza in occasione del 10° anniversario della morte del fondatore don Luigi Giussani, e a 60 anni dalla fondazione del movimento.

Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting, annuncia il tema conduttore della prossima edizione (23-29 agosto 2015), tratto da una composizione del poeta Mario Luzi: «Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?». Le persone, aggiunge, hanno «esigenza di cose vere non solo di sentimenti e di ideologie, di pezzi di realtà da cui essere provocati per poter crescere».

«Chiediamo alle istituzioni nazionali e agli organismi internazionali, secondo le norme del diritto internazionale, di fare tutto il possibile per difendere, tutelare, proteggere e garantire l’esistenza dei cristiani ovunque nel mondo. Chiediamo di riconoscere ai cristiani il diritto alla ricerca e alla testimonianza della verità, impedendo ogni limitazione della loro libertà espressiva e associativa».