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Questa manovra «nulla prevede per rilanciare un meccanismo virtuoso di occupazione, preferendo invece puntare su provvedimenti di carattere squisitamente assistenzialistico». Lo afferma il presidente del Movimento cristiano lavoratori, Carlo Costalli, commentando le misure proposte dal governo nella Nota di aggiornamento al Def.

Il voto del 4 marzo  non ha certo risolto la crisi della politica, della sua credibilità, della sua capacità di fare scelte realistiche. Ma in un quadro caratterizzato da difficoltà economiche, dallo sfilacciamento dell’Europa e da una direzione di marcia del governo  tutt’altro che chiara e stabile, spicca l’irrilevanza dei cattolici in politica, nella cultura, ma anche nel sociale.

«Quando manca una forte volontà di dotare il Paese di infrastrutture adeguate a sostenerne la crescita e la competitività, è la politica stessa a certificare la propria assenza di visione». Così il presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), Carlo Costalli, esprime l’allarme della sua organizzazione per il paventato stop alla Torino-Lione e ad altre strategiche grandi opere.

«Per principio sono contrario a che i problemi che riguardano il mondo del lavoro e le riforme del mercato del lavoro vengano gestiti con i referendum. Per questo fin da subito avevo manifestato la mia opposizione allo strumento referendario». È quanto afferma Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), commentando la sentenza della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti referendari presentati dalla Cgil.

Presentiamo questa settimana le posizioni sul voto del 4 dicembre presenti all’interno del mondo cattolico. C’è chi si schiera apertamente per una parte o per l’altra ma prevale l’invito alla pacata riflessione. Dai vertici della Conferenza episcopale è arrivato l’invito a informarsi e a partecipare perché la posta in gioco è importante. Mons. Galantino: «Non ci piace una politica fatta di rivalse e interessi di bottega».