Meic

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La necessità, «come cristiani e cittadini», di tornare a «partecipare attivamente al dibattito sociale e politico» e di costruire «itinerari di cultura politica». A sostenerla sono gli oltre 110 partecipanti alla Settimana teologica del Meic (Camaldoli 20-24 agosto), nel documento conclusivo dei lavori diffuso oggi. Tema dell'edizione 2018 «Democrazia e sinodalità. Immaginare nuove forme di partecipazione civile ed ecclesiale».

«Porre l’attenzione alla questione giovanile anche in vista dell’imminente Sinodo dei vescovi, istituendo un luogo e uno spazio di riflessione per sviluppare una coscienza generazionale che, a cinquant’anni dal Sessantotto, sembra mancare». È l’obiettivo dichiarato della nona edizione di «Cristiani in ricerca», tre giorni di confronto (24-26 agosto) al Monastero di Camaldoli.

«In questo momento difficile occorrerebbe da parte dei cattolici un impegno simile a quello del dopoguerra quando riuscirono insperatamente a costruire la democrazia e diedero all’Italia la Costituzione». Lo ha detto Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte costituzionale, intervenendo alla giornata di studi storici su «Costituzione, Concilio, Contestazione» nel corso della Settimana teologica del Meic a Camaldoli.

Sarà nel solco della celebrazione del 150° anniversario della fondazione dell’Azione Cattolica italiana il convegno nazionale degli assistenti regionali, diocesani e parrocchiali di Ac, Fuci, Meic e Mieac, intitolato non a caso «Memoria del futuro. Da 150 anni il prete a servizio dell’Ac», che si svolgerà dal 29 gennaio al 1° febbraio ad Assisi, presso Casa Leonori.

L’annuale appuntamento regionale proposto da Azione cattolica, Meic e Fuci, si è tenuto domenica 19 marzo a Pistoia ed è stato dedicato alle responsabilità delle fedi in un continente in piena crisi. Le Chiese e le comunità religiose hanno il compito di essere antidoto efficace ad ogni tentazione di guerra, in qualsiasi forma essa si manifesti.

La corruzione resta una patologia gravissima del nostro sistema politico, amministrativo ed economico. Tra i 34 Stati aderenti all’Ocse soltanto Grecia e Turchia sono considerate più corrotte dell’Italia.La riflessione del Maeic.  Ora ci attende la ricostruzione delle aree devastate dal terremoto: una prova da superare.