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Sono 5.800 i migranti e rifugiati intrappolati nei centri di detenzione in Libia lungo la linea del fronte. Medici senza frontiere, in una conferenza stampa oggi a Roma con la presenza dei capimissione Sam Turner e Julien Raickman, che operano a Tripoli, Misurata e Khoms, ha lanciato un appello «all'evacuazione umanitaria immediata per donne, uomini e bambini rinchiusi nei centri di detenzione lungo la linea del fronte» dopo aver incontrato alcuni rappresentanti delle istituzioni italiane.

«L'intensificarsi di bombardamenti e attacchi nel nord-ovest della Siria ha costretto alla fuga 150.000 persone (25.000 famiglie) tra il 29 aprile e il 5 maggio». Lo denuncia oggi Medici senza frontiere in una nota attraverso la quale spiega che «a migliaia sono arrivati nel governatorato di Idlib, dove le cliniche mobili di Msf, già presenti nell'area, stanno fornendo assistenza medica ai nuovi arrivati e incrementato la distribuzione di acqua e materiali essenziali nei campi sfollati».

Dopo il passaggio del ciclone tropicale Idai, che il 14 marzo ha colpito il Mozambico devastando la città di Beira e l'area costiera delle province di Sofala, Zambézia e Inhambane, è in arrivo nell'area un'équipe di emergenza di Medici senza frontiere (Msf) - già presente nell'area con attività regolari che sono state interrotte a causa del ciclone - per valutare la portata dei danni e i bisogni della popolazione e garantire la capacità di cure mediche nelle strutture sanitarie danneggiate dal ciclone.

«Fino ad oggi nella città di Yambio sono stati smobilitati 983 bambini, 3.100 in tutto il Paese». Questi alcuni numeri riportati da Silvia Marquez, responsabile delle attività di salute mentale di Medici senza frontiere, riguardo al conflitto in Sud Sudan nel quale migliaia di minori sono stati usati come soldati.

«Oltre 800 persone nella R.D. del Congo sono già state colpite dall'ebola durante l'ultima epidemia; 500 di loro sono morte. I bambini rappresentano un terzo di tutti i casi di ebola confermati, più che in ogni epidemia passata». Lo afferma Henrietta H. Fore, direttore generale dell'Unicef, in una nota nella quale si dice «sconvolta dall'ultimo violento attacco contro un centro di cura dell'ebola che stava fornendo assistenza ai bambini e alle famiglie a Butembo, nella Repubblica Democratica del Congo orientale».

«Più di 35.000 rifugiati nigeriani hanno attraversato il confine con il Camerun nelle ultime settimane dopo l'acuirsi delle violenze nei dintorni della città di Rann, in Nigeria nord-orientale. Ora si trovano nel villaggio di Goura, nel profondo nord-ovest del Camerun, dove hanno bisogno urgente di cibo, acqua e ripari». Lo denuncia oggi Medici senza frontiere (Msf), che ha lanciato una risposta d'emergenza nell'area.

«È ormai di urgenza improrogabile che i minori e tutte le persone presenti a bordo possano toccare terra nel più vicino porto sicuro e non restare ostaggio di dispute politiche alle quali, siamo certi converrà, il rispetto degli esseri umani e dei loro basilari diritti va sempre anteposto». Questo il messaggio contenuto nella lettera inviata oggi al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, da oltre 50 organizzazioni e associazioni a diverso titolo impegnate per i diritti dei minori.