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In vista della chiusura annunciata del campo rifugiati più grande al mondo e del ritorno di migliaia di persone in una Somalia devastata dalla guerra, Medici senza frontiere (Msf) chiede al governo del Kenya e all’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), «di prendere in considerazione con urgenza altre possibilità, con il supporto dai Paesi donatori».

Dopo il bombardamento aereo dell’ospedale di Abs il 15 agosto, che ha provocato 19 morti e 24 feriti, Medici senza frontiere (Msf) ha deciso di evacuare il proprio staff dagli ospedali che supporta nei governatorati di Saada e Hajjah nello Yemen settentrionale (in particolare gli ospedali di Haydan, Razeh, Al Gamouri, Yasnim nell’area di Saada, e gli ospedali di Abs e Al Gamouri in quella di Hajjah). 

Undici morti e almeno diciannove feriti. È al momento il tragico bilancio del bombardamento aereo che ieri ha colpito l’ospedale supportato da Medici senza frontiere in Yemen. Al momento dell’attacco c’erano 23 pazienti in chirurgia, 25 nel reparto di maternità – tra cui 13 neonati – e 12 in pediatria.