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“Un immediato ed efficace pacchetto di stimolo economico da parte dei Paesi ricchi, che metta in condizione le economie e i sistemi sanitari più fragili del pianeta di resistere alla pandemia da coronavirus”. È quanto chiede oggi Oxfam, ricordando che se contagiata, “solo meno della metà della popolazione mondiale avrebbe accesso a cure di base, mentre 880 milioni di persone che vivono in baraccopoli nei Paesi poveri non potrebbero mantenere fisicamente norme di distanziamento”. 

Intorno all’una di notte del 22 dicembre, due razzi hanno colpito l’ufficio di Oxfam ad Al Dhale’e nel sud est dello Yemen, danneggiando gravemente il tetto e l’ingresso della struttura. L’attacco per fortuna non ha causato vittime anche se non è il primo attacco nella zona diretto verso strutture gestite da agenzie umanitarie ultimamente.

A metà 2018, nei Paesi del G7 il top-10% possedeva oltre la metà della ricchezza nazionale, la metà più povera della popolazione non più del 10%. Per raggiungere il reddito medio nei loro Paesi ai giovani delle famiglie meno abbienti potrebbero servire oggi più di 150 anni. Lo rileva l’Oxfam alla vigilia del vertice di Biarritz (24-26 agosto) dei capi di Stato e di Governo del G7. 

Nuovo allarme Ebola in Repubblica democratica del Congo. Secondo gli ultimi dati forniti dall'Organizzazione mondiale della sanità, le persone contagiate, nella parte orientale del Paese, sono salite ad oltre 2.000 con oltre 1.300 vittime. Facendo dell'epidemia scoppiata lo scorso agosto, la seconda più grave di sempre, dopo quella che causò 11 mila vittime in Africa occidentale.

In una lettera aperta inviata oggi ai leader europei da Oxfam e 23 Ong la denuncia della situazione insostenibile sulle isole greche a seguito dell'accordo per la gestione dei flussi migratori e il rimpatrio degli irregolari siglato tre anni fa da Unione europea e Turchia.

Nel mondo oltre 1 persona su 4 non ha accesso fonti d'acqua sicure - sono più di 2 miliardi di persone - mentre più di 1 su 3 sopravvive senza servizi igienico sanitari di base. Una crescente emergenza globale che causa ogni anno la morte di oltre 840 mila persone costrette a bere e lavarsi con acqua sporca o contaminata. Tra le vittime ci sono 1.000 bambini al giorno sotto i cinque anni. Lo ricorda oggi Oxfam, in un nuovo report diffuso oggi in occasione del lancio della campagna di raccolta fondi «Acqua che salva la vita».

«È ormai di urgenza improrogabile che i minori e tutte le persone presenti a bordo possano toccare terra nel più vicino porto sicuro e non restare ostaggio di dispute politiche alle quali, siamo certi converrà, il rispetto degli esseri umani e dei loro basilari diritti va sempre anteposto». Questo il messaggio contenuto nella lettera inviata oggi al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, da oltre 50 organizzazioni e associazioni a diverso titolo impegnate per i diritti dei minori.