Pax Christi

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«Quello che sta avvenendo con le 138 persone da troppi giorni stipate sulla Nave Open Arms senza possibilità di essere sbarcate ci sembra una provocazione disumana». Lo affermano in una nota i presidente di Libera e di Pax Christi. Sulla vicenda interviene anche l'Unicef che chiede protezione anche per i minori sulla Ocean Viking.

Sul prato esterno hanno pregato, ascoltato testimonianze di migranti terrorizzati dall'idea di perdere i propri figli e hanno letto anche i messaggi dei vescovi arrivati a sostegno di questa manifestazione di disobbedienza civile organizzata da religiosi e associazioni cattoliche per protestare contro le politiche di immigrazione messe in atto alla frontiera, in particolare nei confronti dei bambini.

Una legge di «natura propagandistica» che «alimenta la paura». Così il coordinatore nazionale di Pax Christi, don Renato Sacco, commenta la legge sulla Legittima difesa, recentemente promulgata dal presidente della Repubblica, in un articolo pubblicato sul numero di maggio di Vita pastorale, anticipato al Sir. 

«Come sono cattivi, spietati e disumani i commenti delle solite bocche di fuoco che questa mattina sono tornate a vomitare sui quotidiani parole offensive nei confronti dei morti annegati». Lo scrive il presidente di Pax Christi, mons. Giovanni Ricchiuti, in una lettera, dal titolo «Com'è profondo il mare», relativa al recente naufragio davanti alle coste libiche in cui hanno perso la vita 117 migranti. 

«Il Papa ci ha incoraggiati ad andare avanti soprattutto sul tema dell’educazione alla pace». Lo dice al Sir mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente nazionale di Pax Christi, al termine dell’udienza privata di Papa Francesco con i membri del Consiglio nazionale di Pax Christi Italia, che si è svolta stamani in Vaticano.

«La fiducia espressami costituisce rinnovato impegno a camminare sui sentieri, difficili ma sorprendenti, della pace». Così mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, commenta la riconferma a presidente del Consiglio nazionale del Movimento cattolico internazionale per la pace, Pax Christi, resa pubblica ieri a conclusione della 72ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana.

Il presidente di Pax Christi, mons. Giovanni Ricchiuti, nel messaggio inviato ai partecipanti al convegno nazionale «Capo-Volti, riconoscersi popolo migrante», in programma oggi al Centro Antonianum di Padova, boccia senza appello il decreto Salvini su immigrati e sicurezza e ipotizza conseguenze devastanti sulla pelle delle persone «migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace».

«Ben venga la ricerca di accordi vincolanti a livello continentale, ma intanto le persone si soccorrono e si accolgono. È questo il dovere della politica, ma è anche il compito di un popolo che ha dimostrato tante volte la sua vocazione all’ ospitalità». È quanto si legge in una nota congiunta firmata da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e da don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, sulla situazione della Nave Diciotti con 177 persone a bordo, arrivata ieri sera al porto di Catania ma alla quale non è stato concesso di sbarcare.