Sant'Egidio

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Intervenendo ieri sera  alla «Veglia di preghiera per l'Italia» organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio nella basilica di Santa Maria in Trastevere, il presidente dei vescovi italiani ha fatto gli auguri al nuovo governo e ha invitato i cattolici ad «avviare nuovi processi, senza preoccuparsi di occupare spazi di potere». Ecco il testo integrale del suo intervento.

«È inaccettabile la strage di sei bambini, annegati nel mare Egeo insieme a tre adulti che li accompagnavano, nell'ennesimo viaggio della speranza finito in tragedia. Occorre che l'Europa superi le sue sterili divisioni e affronti il fenomeno dell'immigrazione con una politica che coniughi umanità e sicurezza». Lo afferma con una nota la Comunità di Sant'Egidio evidenziando l'ennesimo naufragio in cui hanno perso la vita adulti e minori. 

Sono arrivati da Beirut all’aeroporto di Fiumicino altri 43 profughi siriani grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) e Tavola valdese. Domani ne arriveranno altri 47. Si tratta di nuclei familiari provenienti da Aleppo, Homs, Raqqa e Edlib; oltre un terzo sono bambini. Saranno accolti come sempre in diverse città d'Italia: Torino, Genova, Iglesias, Sabaudia.

«Preghiera, poveri e pace: è il talento della Comunità, maturato in cinquant’anni». Salutando ieri la Comunità di Sant’Egidio, che lo ha atteso sotto la pioggia davanti alla basilica di Santa Maria in Trastevere, il Papa ha citato le «tre P» consegnate il 15 giugno 2014, quando ha incontrato i poveri della Comunità, fondata da Andrea Riccardi, che compie 50 anni.

È stato tutto nuovo nel viaggio più lungo e importante che cambierà per sempre le loro vite. Hanno lasciato l’Africa e la sofferenza alle spalle viaggiando in maniera legale e sicura, con 18 diocesi italiane pronte ad accoglierli per un anno e a integrarli nelle comunità locali grazie al progetto Caritas «Protetto. Rifugiato a casa mia».