Sant'Egidio

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I ricongiungimenti familiari tramite i corridoi umanitari sono stati possibili oggi grazie alla prima tornata del secondo Protocollo d'intesa con lo Stato italiano, firmato il 3 maggio dalla Cei (che agisce tramite Caritas italiana e Fondazione Migrantes) e dalla Comunità di Sant'Egidio, che prevede l'arrivo di 600 persone nei prossimi due anni. Tra le 51 persone atterrate oggi a Fiumicino (8 somali, 2 sudanesi e 41 eritrei) anche 14 bambini.

«Da Roma chiediamo a tutta l'Europa di aprire corridoi umanitari europei perché un popolo di bambini come siete voi oggi, abbia un futuro di pace. Benvenuti». Con queste parole Marco Impagliazzo ha accolto questa mattina all'aeroporto di Fiumicino, a Roma, un gruppo di profughi siriani provenienti dal Libano, giunti in Italia grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant'Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche e Tavola Valdese, in accordo con i ministeri dell'Interno e degli Esteri.

Andrea Riccardi ha aperto ieri pomeriggio a Madrid l'Incontro internazionale nello «Spirito di Assisi» che quest'anno ha per tema «Pace senza confini». Gli interventi dell'Alto commissario Onu per i rifugiati, del presidente della repubblica Centrafricana e del Metropolita di Volokalamsk Hilarion.

Venerdì 3 maggio, alle 17.30, verrà firmato al Viminale un nuovo protocollo per l'arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Niger e Giordania. Si tratta di persone vulnerabili (famiglie con bambini, malati, donne a rischio di tratta), che vivono attualmente in campi profughi e altre sistemazioni precarie, appartenenti per lo più a nazionalità del Corno d'Africa, dell'Africa sub sahariana e anche della Siria.