Sant'Egidio

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(dall’inviata Sir a Tirana) - «Occorre impegnarsi per la pace», in Iraq e in Siria, nei Paesi cioè dove le persone in fuga dalla guerra «hanno le loro case, le loro tradizioni, la loro lingua». Risponde così il patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq, Louis Raphael I Sako, alla proposta lanciata ieri da Papa Francesco all’angelus affinché «ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma».

La pace non solo è possibile ma è anche necessaria per superare i problemi che attraversano l’Europa e il mondo, primo tra tutti la sfida delle migrazioni. Con questa convinzione, la comunità di Sant’Egidio promuove dal 6 all’8 settembre a Tirana l’Incontro internazionale delle Religioni e delle culture in dialogo scegliendo appunto come titolo: «La pace è sempre possibile».

Dialogo a tutto campo con il Grand Imam di al-Azhar, Ahmad Muhammed al-Tayyeb. A margine di una conferenza internazionale di dialogo promossa a Firenze dalla sua Università insieme alla Comunità di Sant’Egidio, il Grand Imam si lascia cortesemente intervistare da un gruppo di giornalisti. Le sue risposte, confida alla fine, sono state «franche».

È giunto il momento di un reale avvicinamento tra Oriente e Occidente. Il periodo storico sembra quello giusto. Ne sono convinti gli esponenti religiosi, i politici e gli uomini di cultura che in gran numero hanno partecipato per due giorni a Firenze al Colloquio internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la prestigiosa istituzione islamica di al-Azhar, millenario e autorevole centro di studi teologici del mondo musulmano.

Attenzione a quella politica che strumentalizza le paure «anti immigrazione», «anti islam», «anti diverso» per i propri interessi. Non è questo il momento di dividere le società ma, al contrario, è arrivato il tempo di formare «una nuova generazione al dialogo e alla convivenza». È il monito lanciato ieri sera da Romano Prodi alla conferenza internazionale promossa a Firenze dalla Comunità di Sant’Egidio su «Oriente e Occidente. Dialoghi di civiltà» che si conclude oggi.

“È la prima volta che vengo a Firenze, una città che mi ha stupito per le sue bellezze e l’antichità della sua storia. Siamo venuti qui con un gruppo di saggi di Oriente per incontrare i saggi di Occidente e cercare insieme di capire come possiamo superare questa fase così delicata nei rapporti tra Est e Ovest. Insieme speriamo di poter gettare un seme. Il seme di un albero che sia forte e longevo come l’olivo, l’albero della pace”. Ahmad Muhammad al-Tayyeb, Grand imam di al-Azhar del Cairo.

I rapporti tra Oriente e Occidente «hanno ceduto il passo nell’ultimo periodo ad uno scontro pauroso». Lo ha detto Ahmad Muhammad al-Tayyeb, grande imam della prestigiosa istituzione universitaria al-Azhar del Cairo, punto di riferimento del mondo islamico, intervenendo a Firenze, nella sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, alla conferenza internazionale «Oriente e Occidente. Dialoghi di civiltà», organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio. (testo integrale intervento)