Sant'Egidio

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Dopo l'appello lanciato all'Angelus dal Papa perché «nessuna condanna venga eseguita in questo Anno Santo della Misericordia», trenta ministri della Giustizia di diversi Paesi del mondo si sono incontrati a Roma per discutere sulla moratoria. Il cardinale Marx: «La Misericordia è la ribellione di Dio nei confronti del male, della violenza, della morte».

«Vi ringrazio per aver voluto commemorare insieme lo storico incontro del beato Paolo VI con il popolo nomade. Sono passati cinquant‘anni da quando egli venne a farvi visita nell‘accampamento di Pomezia». Ha esordito così Papa Francesco rivolgendosi ai 7mila rappresentanti del popolo gitano provenienti da Paesi d‘Europa, Africa e Asia, che questa mattina lo hanno incontrato in Aula Paolo VI.

Il segretario generale dell'Onu, in visita a Roma, ha incontrato i bambini e le famiglie accolti dalla Comunità di Sant'Egidio. Con loro ha rievocato la sua infanzia in fuga dalla guerra in Corea. Ha ascoltato le drammatiche testimonianze di tre profughi e ha espresso preoccupazione per le condizioni dei bambini e delle donne, chiedendo di allargare ''al massimo'' la protezione nei loro confronti. Intervista ad Andrea Riccardi.

L'annuncio ieri a Tirana. Era il 27 ottobre 1986, 30 anni fa, quando Giovanni Paolo II realizzò il sogno d'invitare i rappresentanti delle varie religioni del mondo ad Assisi, perché si elevasse all'unico Dio un'invocazione di pace. Il vescovo Domenico Sorrentino: «Provvidenziale coincidenza». Nel 2016, infatti, sarà ancora in corso l'Anno della misericordia e Assisi celebrerà l'ottavo centenario del perdono della Porziuncola

(dall’inviata Sir a Tirana) - «Occorre impegnarsi per la pace», in Iraq e in Siria, nei Paesi cioè dove le persone in fuga dalla guerra «hanno le loro case, le loro tradizioni, la loro lingua». Risponde così il patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq, Louis Raphael I Sako, alla proposta lanciata ieri da Papa Francesco all’angelus affinché «ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma».

La pace non solo è possibile ma è anche necessaria per superare i problemi che attraversano l’Europa e il mondo, primo tra tutti la sfida delle migrazioni. Con questa convinzione, la comunità di Sant’Egidio promuove dal 6 all’8 settembre a Tirana l’Incontro internazionale delle Religioni e delle culture in dialogo scegliendo appunto come titolo: «La pace è sempre possibile».

Dialogo a tutto campo con il Grand Imam di al-Azhar, Ahmad Muhammed al-Tayyeb. A margine di una conferenza internazionale di dialogo promossa a Firenze dalla sua Università insieme alla Comunità di Sant’Egidio, il Grand Imam si lascia cortesemente intervistare da un gruppo di giornalisti. Le sue risposte, confida alla fine, sono state «franche».