Sant'Egidio

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La Comunità di Sant'Egidio manifesta «il suo dolore» per gli scontri armati avvenuti sabato scorso a Kidal, nel Nord del Mali, tra militari governativi e membri del movimento Mnla, che hanno provocato decine di morti e feriti, ed esprime la sua profonda preoccupazione per il rischio della ripresa del conflitto.

Il Colosseo si spegne per accendere i riflettori sui cristiani perseguitati nel mondo e fatti oggetto di discriminazione. Giovedì 15 maggio alle ore 19.45 la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, con il sostegno del sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, si riuniranno sotto l’Anfiteatro Flavio assieme alla cittadinanza per esprimere solidarietà ai cristiani che rischiano la vita per professare la propria religione.

Centinaia di persone oggi davanti al Colosseo illuminato in maniera speciale per dire “No alla pena di morte”. Ministri della Giustizia e delegazioni ufficiali dai 23 paesi di tutto il mondo, Luca Barbarossa e Max Giusti, uniranno la loro voce a quella dei partecipanti alla dodicesima Giornata internazionale di “Cities For Life”, Città per la vita, Città contro la pena di morte, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio.

«Le armi non bastano per lottare contro il terrorismo. C'è una dimensione spirituale fondamentale nella lotta al terrorismo. Bisogna togliere il nome di Dio alla bocca dei terroristi». Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio, tracciando questa mattina con i giornalisti un bilancio della 27ma edizione dell'Incontro internazionale per la pace che si conclude oggi a Roma con una preghiera e un appello per la pace in piazza del Campidoglio.

«La violenza, specialmente quella armata, è la sintesi di tutti i mali. Con la violenza subito l'amico di ieri diventa il nemico di oggi. I riferimenti morali scompaiono e l'uomo diventa peggio di un animale. Il diritto internazionale e umanitario diventano impotenti. La violenza è sempre una sconfitta dell'umanità». Lo ha detto il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, intervenendo questa mattina al panel dedicato al terrorismo religioso nell'ambito dell'Incontro internazionale per la pace di Sant'Egidio che si conclude oggi con la preghiera e l'appello finale in piazza del Campidoglio a Roma.

«Diciamo con forza, tutti, continuamente, che non può esservi alcuna giustificazione religiosa alla violenza, in qualsiasi modo essa si manifesti». Lo ha chiesto oggi Papa Francesco incontrando in Vaticano i circa 400 leader religiosi ed esponenti del mondo politico e della cultura, che stanno partecipando a Roma all'incontro internazionale per la pace promosso nello Spirito di Assisi dalla Comunità di Sant'Egidio.

Il mondo ha ancora bisogno dello spirito di pace e dialogo tra le religioni che ha animato lo storico incontro di Assisi del 1986. lo ha ribadito papa Francesco incontrando i Rappresentanti delle Chiese, delle Comunità ecclesiali e delle grandi Religioni, riuniti in questi giorni a Roma dalla Comunità di S. Egidio. Non possiamo assistere indifferenti e impotenti al dramma di bambini, famiglie, anziani, colpiti dalla violenza.