Bioetica

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«Saremo attenti e vigilanti a tutela della vita delle persone, soprattutto di chi si trova in situazioni di disagio, di difficoltà, di malattia». Così mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, ha risposto ad una domanda di un giornalista in merito ad un possibile avvio di un iter parlamentare per una legge sul «fine vita», dopo la sentenza della Consulta sul suicidio assistito. 

“Con la decisione di non punire alcune situazioni di assistenza al suicidio, la Corte costituzionale italiana cede ad una visione utilitaristica della vita umana ribaltando la lettura dell’articolo della nostra Carta che mette al centro la persona umana e non la sua mera volontà, richiedendo a tutti i consociati doveri inderogabili di solidarietà: da oggi non sarà più un dovere sociale impedire sempre e ovunque l’uccisione di un essere umano”. Lo dichiara in una nota Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita.

E' arrivata in serata la decisione della Corte Costituzionale sul suicidio assistito. I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto non punibile ai sensi dell'articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, "chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli".

"Non possiamo tacere sia di fronte agli scenari preoccupanti che si affacciano sulla legislazione relativa al fine vita sia a riguardo dei contesti altrettanto preoccupanti che scaturiscono da decisioni legislative che ostacolano il dovere del soccorso in mare". Sono le parole del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in occasione della festa di San Lorenzo.

Il Comitato nazionale di bioetica «auspica che in qualunque sede avvenga - ivi compresa quella parlamentare - il dibattito sull'aiuto medicalizzato al suicidio si sviluppi con la dovuta attenzione alle problematiche morali, deontologiche e giuridiche costituzionali che esso solleva e col dovuto approfondimento che una tematica così lacerante per la coscienza umana esige». È quanto si legge tra le «raccomandazioni condivise» riportate nelle «riflessioni bioetiche sul suicidio medicalmente assistito», diffuse dallo stesso Comitato.

Sedazione, cure palliative, accanimento terapeutico: temi medici complessi su cui non si può fare confusione. Nel mondo cattolico gli hospice stanno facendo «rete» per dare un senso e una speranza a chi ha malattie incurabili. Una riflessione di particolare attualità dopo la tragica fine di Vincent Lambert-

«Il fatto che non ci sia una facoltà universitaria di bioetica è una povertà imperdonabile. Faccio appello alla società attuale e futura affinché ci sia una sorgente finanziaria per crearne una». È uno degli ultimi appelli - rilanciato dal Sir - del card. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia pro Vita, morto alla vigilia dei suoi 91 anni, che avrebbe dovuto compiere domani.

la Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo (Cedu), ha stabilito che un bambino nato all'estero mediante maternità surrogata, deve essere riconosciuto anche nei Paesi europei in cui questa pratica non è consentita. Gambino (Scienza & vita): «si trascura drammaticamente il fatto che la pratica della maternità surrogata offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane»