Bioetica

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È stata eseguita martedì 19 luglio al Santa Margherita di Cortona una diagnosi preimpianto su tre embrioni, all'interno di un percorso di Pma (procreazione medicalmente assistita). L'assessore regionale alla salute, Stefania Saccardi lo ha salutato come un successo toscano, perché è il primo caso in un centro pubblico italiano. Ma Gigli (Mpv) commenta: «questa è selezione eugenetica».

Le nuove sfide della bioetica, l'impegno alla presenza nel dibattito pubblico, un sempre maggiore coinvolgimento delle associazioni locali e la volontà di non farsi dettare i temi da un'agenda già scritta. Questo il programma di lavoro per il prossimo triennio del giurista Alberto Gambino, il nuovo presidente nazionale dell'associazione Scienza & Vita.

«Servire l’uomo, tutto l’uomo, tutti gli uomini e le donne, con particolare attenzione e cura per i soggetti più deboli e svantaggiati, che stentano a far sentire la loro voce, oppure non possono ancora, o non possono più, farla sentire». È questo il «terreno» dove  «la comunità ecclesiale e quella civile si incontrano e sono chiamate a collaborare, secondo le rispettive, distinte competenze». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i membri del Comitato nazionale per la bioetica, guidati dal presidente, Francesco Paolo Casavola.

Le applicazioni biotecnologiche in campo medico “non possono mai essere utilizzate in modo lesivo della dignità umana, e nemmeno devono essere guidate unicamente da scopi industriali e commerciali”. Incontrando in Vaticano i membri del Comitato nazionale per la bioetica, Papa Francesco ha ribadito la fondamentale importanza “per l’integrità dell’essere umano e la tutela della salute dal concepimento fino alla morte naturale, considerando la persona nella sua singolarità, sempre come fine e mai semplicemente come mezzo”.

Per Adriano Pessina (Univ. Cattolica del Sacro Cuore - Milano) «la medicina deve seguire la via ordinaria dei trapianti da cadavere». Antonio Spagnolo, direttore dell’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica di Roma, sostiene invece che «donare un organo a un estraneo manifesta ancora di più 'quel dono sincero di sé che esprime la nostra essenziale chiamata all’amore e alla comunione'».