Bioetica

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«Servire l’uomo, tutto l’uomo, tutti gli uomini e le donne, con particolare attenzione e cura per i soggetti più deboli e svantaggiati, che stentano a far sentire la loro voce, oppure non possono ancora, o non possono più, farla sentire». È questo il «terreno» dove  «la comunità ecclesiale e quella civile si incontrano e sono chiamate a collaborare, secondo le rispettive, distinte competenze». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i membri del Comitato nazionale per la bioetica, guidati dal presidente, Francesco Paolo Casavola.

Le applicazioni biotecnologiche in campo medico “non possono mai essere utilizzate in modo lesivo della dignità umana, e nemmeno devono essere guidate unicamente da scopi industriali e commerciali”. Incontrando in Vaticano i membri del Comitato nazionale per la bioetica, Papa Francesco ha ribadito la fondamentale importanza “per l’integrità dell’essere umano e la tutela della salute dal concepimento fino alla morte naturale, considerando la persona nella sua singolarità, sempre come fine e mai semplicemente come mezzo”.

Per Adriano Pessina (Univ. Cattolica del Sacro Cuore - Milano) «la medicina deve seguire la via ordinaria dei trapianti da cadavere». Antonio Spagnolo, direttore dell’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica di Roma, sostiene invece che «donare un organo a un estraneo manifesta ancora di più 'quel dono sincero di sé che esprime la nostra essenziale chiamata all’amore e alla comunione'».

Per volontà della Regione Toscana l'ospedale fiorentino di Careggi è diventato un centro per la fecondazione eterologa, resa possibile dalla sentenza della Corte costituzionale. Il problema è trovare i gameti e l'unica via sembra quella di acquistarli all'estero... Ma gli interrogativi che solleva questa pratica sono anche altri...