Bioetica

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Inutile farsi domande scomode, perciò avanti con il politicamente corretto: perché non consentire anche in Italia un compenso in denaro alle donne disposte a farsi prelevare gli ovuli? Che sarà mai un’operazione? E i bombardamenti ormonali? L’insofferenza di certa stampa per gli interrogativi che lambiscono la dimensione etica.

La «maternità surrogata è diventata un settore in piena espansione in tutto il mondo, sia nei Paesi sviluppati sia in quelli meno sviluppati, e rappresenta una grave violazione della dignità umana e dei diritti fondamentali di base della donna e del bambino»: la denuncia arriva dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) che su questo tema ha preparato un documento «per valutare le questioni etiche implicate nella maternità surrogata e le sue complicate ripercussioni legali», oltre che «per sollecitare norme internazionali o europee che la regolamentino».

Istituita una Federazione europea dei movimenti per la vita. Gli aderenti sono 29 e il nome scelto è «Uno di Noi per la vita e la dignità dell'uomo». Si punta a consegnare una petizione (possibilmente entro dicembre 2015) che abbia la più grande visibilità, sottoscritta da figure tra le più autorevoli del mondo medico, dei giuristi e dei politici europei, senza trascurare le firme popolari.

«Manipolare il Dna di un essere umano senza riflettere adeguatamente sugli effetti che questo potrà avere sulla natura dell'individuo che viene generato non è ingegneria genetica, ma un azzardo tecnologico dalle conseguenze imprevedibili»: così Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale dell'Associazione Scienza & Vita, commenta la «donazione mitocondriale», legalizzata nel Regno Unito.

All'indomani del voto del parlamento di Westmister, che ha detto sì alla creazione di «bambini con tre genitori», con 382 voti a favore e 128 contro, i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles ricordano che questa procedura «tratta la vita umana come materiale da buttare via», mentre gli embrioni dovrebbero essere «rispettati e protetti» dal momento del concepimento.

«Alcuni Paesi e organizzazioni del mondo occidentale» hanno «la tendenza» a «presentare, in particolare nel contesto dell'Africa, alcuni concetti - tra cui l'aborto e le unioni omosessuali - come ‘diritti umani', legando gli aiuti economici e forti campagne di pressione alla recezione di tali concetti». È il grido d'allarme che viene dal Sinodo, come si legge dalle sintesi dell'Ottava Congregazione generale di ieri pomeriggio, diffusa oggi dalla Sala stampa della Santa Sede.

Gli ineffabili tutori e promotori delle libertà riproduttive di casa nostra tacciono, perché il caso è sgradevole, fastidioso, scomodo. Perché non si può più negare l'evidenza, cioè che l'utero in affitto non è un atto di amore e donazione da parte di donne generose per altre donne senza figli. È un intollerabile contratto firmato col sangue degli innocenti.