Bioetica

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«Alcuni Paesi e organizzazioni del mondo occidentale» hanno «la tendenza» a «presentare, in particolare nel contesto dell'Africa, alcuni concetti - tra cui l'aborto e le unioni omosessuali - come ‘diritti umani', legando gli aiuti economici e forti campagne di pressione alla recezione di tali concetti». È il grido d'allarme che viene dal Sinodo, come si legge dalle sintesi dell'Ottava Congregazione generale di ieri pomeriggio, diffusa oggi dalla Sala stampa della Santa Sede.

Gli ineffabili tutori e promotori delle libertà riproduttive di casa nostra tacciono, perché il caso è sgradevole, fastidioso, scomodo. Perché non si può più negare l'evidenza, cioè che l'utero in affitto non è un atto di amore e donazione da parte di donne generose per altre donne senza figli. È un intollerabile contratto firmato col sangue degli innocenti.

Dire sempre sì alla vita perché l'apertura alla vita è una priorità per la famiglia umana. Lo ha sottolineato il Papa nel discorso alla Federazione internazionale delle Associazioni Mediche cattoliche. Cari amici medici, voi che siete chiamati a occuparvi della vita umana nella sua fase iniziale, ricordate a tutti, con i fatti e con le parole, che questa è sempre, in tutte le sue fasi e ad ogni età, sacra ed è sempre di qualità. E non per un discorso di fede, ma di ragione e di scienza! Non esiste una vita umana più sacra di un'altra, come non esiste una vita umana qualitativamente più significativa di un'altra.

Una domanda di grande attualità questa settimana per la nostra rubrica del teologo: la pillola a base di levonorgestrel è abortiva? E in ogni caso, è eticamente accettabile? Risponde padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica dell'Italia centrale.

Per l'arcivescovo emerito di Milano si è parlato di analogie con la triste storia di Eluana Englaro, riportata alla ribalta della cronaca dal film a tesi di Marco Bellocchio. Si tratta di un accostamento quanto mai improprio. Nel caso del cardinal Martini non è stata pratica la alimentazione artificiale perché la morte era ormai prossima e il sondino naso-gastrico non poteva cambiare in modo significativo l’andamento della malattia che scivolava verso la fine, con il rischio, anzi, di procurargli ulteriori inutili.